Benvenuti nell'Italia degli EAP (Esuberi in Attesa della Pensione)

di Marco Liera - 07/12/2011

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Li possiamo chiamare EAP, Esuberi in Attesa di Pensione, in inglese REWR (Redundant Employees Waiting for Retirement). Sono lavoratori over 50 lasciati a casa dalle rispettive aziende perché troppo “costosi” e ritenuti inadeguati ai piani di ristrutturazione, che non trovano impieghi alternativi e che quindi possono solo aspettare di diventare abbastanza vecchi da cominciare a incassare una pensione. Esistono già, e ne ho conosciuti. Credo che aumenteranno notevolmente nei prossimi anni con l’allungamento-shock dell’età pensionabile deciso dal governo Monti nella manovra salva-Italia. Per un numero imprecisato di lavoratori dipendenti del settore privato (ma non è escluso che in futuro gli esuberi possano interessare anche il settore pubblico, come d’altra parte sta succedendo in Grecia) si pone ora l’esigenza non tanto di accumulare risparmi per l’integrazione pensionistica (se mai l’hanno fatto!), ma di stanziare risorse per quei 5-10 anni di totale assenza di redditi che rischiano di dover affrontare.

Martedì 6 dicembre a Ballarò su Rai3 il ministro Elsa Fornero ha detto che ora devono cambiare le imprese e “smetterla” di fare riorganizzazioni che si risolvono nell’espulsione dei dipendenti relativamente anziani. Conosco e stimo dal 1994 Elsa Fornero per essere stato relatore con lei a vari seminari di formazione sulle pensioni. Questa affermazione mi pare un pio desiderio. A decidere quanto un lavoratore resta in azienda non può essere una legge dello Stato o una moral suasion governativa. E’ il mercato del lavoro a stabilirlo. Certo, uno Stato intelligente può fare molto per incentivare le imprese a investire nella formazione e valorizzazione del capitale umano e uscire dalla logica bullonistica che oggi prevale nella gestione del personale. Nella quale il dipendente è concepito come un “bullone” con un dato costo, facilmente sostituibile con un altro che tipicamente costa meno (pur tenendo conto che molti giovani, flessibili e poco costosi “bulloni” tendono ugualmente a restare senza lavoro). Oggi la realtà è questa. In attesa degli opportuni provvedimenti di cui sopra, preannunciati dalla stessa Fornero, è meglio che chi può si metta a risparmiare per affrontare i probabili anni di EAP.

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