Le norme sui PIR (Piani di risparmio a lungo termine): preferenza per i fondi comuni, con qualche vantaggio

di Marco Liera - 15/01/2017

Stampa Crea Pdf Invia Rss

1)     La legge di Bilancio 2017 che ha istituito i PIR non circoscrive il beneficio fiscale (esenzione dei rendimenti) ai fondi comuni o alle polizze Vita unit-linked, anche se operativamente sarà difficile offrire “Dossier amministrati PIR” ai risparmiatori fai-da-te.

Questo è quanto è previsto dalla legge (comma 101):

“ll piani di risparmio a lungo termine si costituisce con la destinazione di somme o valori per un importo non superiore, in ciascun anno solare, a 30.000 euro ed entro un limite complessivo non superiore a 150.000 euro, agli investimenti qualificati indicati al comma 90 del presente articolo, attraverso l'apertura di un rapporto di custodia o amministrazione o di gestione di portafogli o altro stabile rapporto con esercizio dell'opzione per l'applicazione del regime del risparmio amministrato di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, o di un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione, avvalendosi di intermediari abilitati o imprese di assicurazione residenti, ovvero non residenti operanti nel territorio dello Stato tramite stabile organizzazione o in regime di libera prestazione di servizi con nomina di un rappresentante fiscale in Italia scelto tra i predetti soggetti”.

Quindi, in base alla legge le banche (e le SIM) potranno in teoria offrire non solo “fondi PIR” o “polizze Vita PIR” tramite le SGR e le compagnie di assicurazione di gruppo, ma anche “dossier amministrati PIR” in cui i risparmiatori potranno far confluire euro o titoli fino a 30mila euro l’anno per cinque anni.

E’ ovvio che non sarà affatto semplice (e quindi ai più sconsigliabile) per i risparmiatori scegliere direttamente azioni nell’ambito di quelle “pirrabili”. Perché poi saranno obbligati a detenere i titoli acquistati per almeno cinque anni, pena la perdita dei benefici fiscali. Come si legge al comma 106: “Gli strumenti finanziari in cui è investito il piano devono essere detenuti per almeno cinque anni. In caso di cessione degli strumenti finanziari oggetto di investimento prima dei cinque anni, i redditi realizzati attraverso la cessione e quelli percepiti durante il periodo minimo di investimento del piano sono soggetti a imposizione secondo le regole ordinarie, unitamente agli interessi, senza applicazione di sanzioni, e il relativo versamento deve essere effettuato dai soggetti di cui al comma 101 entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla cessione. I soggetti di cui al comma 101 recuperano le imposte dovute attraverso adeguati disinvestimenti o chiedendone la provvista al titolare. In caso di rimborso degli strumenti finanziari oggetto di investimento prima del quinquennio, il controvalore conseguito deve essere reinvestito in strumenti finanziari indicati ai commi 102 e 104 entro trenta giorni dal rimborso”.

Inoltre, gli acquisti di titoli non devono superare i limiti di investimento previsti dalla legge (vedi sotto), sempre pena la perdita dei benefici fiscali.

Questo è un punto molto importante. Visto che l’intermediario (banca o SIM) è sostituto di imposta, spetta ad esso il controllo del rispetto dei criteri di investimento dei PIR da parte del cliente in amministrato, con eventuale ripresa a tassazione di parte dei rendimenti passati in caso di violazione (un calcolo assai complicato, con alta probabilità di generazione di contenzioso).

Ciò potrebbe rappresentare un ostacolo all’offerta di dossier amministrati PIR. Con i fondi comuni PIR invece i gruppi bancari hanno un controllo diretto e univoco sul rispetto dei criteri di investimento fissati dalla legge. La legge al comma 113 stabilisce solo la separazione contabile dei risparmi che confluiscono nel PIR: “L'intermediario o l'impresa di assicurazione presso il quale è costituito il piano di risparmio a lungo termine tiene separata evidenza delle somme destinate nel piano in anni differenti”. Inoltre, poiché ciascuna persona fisica non puo' essere titolare di piu' di un piano di risparmio a lungo termine e ciascun piano di risparmio a lungo termine non puo' avere piu' di un titolare, “l'intermediario o l'impresa di assicurazione presso il quale e' costituito il piano di risparmio a lungo termine, all'atto dell'incarico, acquisisce dal titolare un'autocertificazione con la quale lo stesso dichiara di non essere titolare di un altro piano di risparmio a lungo termine”.

Tra l’altro, il deposito amministrato PIR può essere alimentato con titoli oltre che con liquidità (mentre invece i fondi PIR ovviamente solo con liquidità). Ma quando ciò accade “Il conferimento di valori nel piano di risparmio si considera cessione a titolo oneroso e l'intermediario applica l'imposta secondo le disposizioni del citato articolo 6 del decreto legislativo n. 461 del 1997”. Il che vuol dire che il conferimento di titoli da un dossier amministrato esistente a un dossier PIR intestato alla stessa persona sarà considerato come una vendita e quindi le eventuali plusvalenze maturate saranno considerate realizzate e quindi tassate. 

Che i fondi comuni siano uno dei modi (ma non l’unico) contemplati dalla legge per realizzare un PIR lo si capisce anche leggendo il comma 104: “Sono considerati investimenti qualificati anche le quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio residenti nel territorio dello Stato, ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo, che investono per almeno il 70 per cento dell'attivo in strumenti finanziari indicati al comma 102 del presente articolo nel rispetto delle condizioni di cui al comma 103”.

In base all'interpretazione prevalente, e in attesa del provvedimento attuativo, i fondi "PIR compliant" sono tenuti a mantenere in portafoglio per almeno cinque anni i titoli qualificanti (vedi sotto). I sottoscrittori dei fondi "PIR compliant" sono tenuti a loro volta a detenerne le quote per almeno cinque anni.

2)     Le norme sui PIR non prevedono la concentrazione di tutto il portafoglio titoli in Italia. Fatto 100 euro l’investimento (controvalore massimo 30mila euro l’anno per cinque anni, periodo di mantenimento minimo cinque anni), per almeno i due terzi di ciascuno degli anni solari di durata del piano:

a)      almeno 70 euro dovranno essere investiti in azioni (*) - anche non negoziate nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione - emesse da imprese che svolgono attivita' diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato, o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo (oltre ai 28 Paesi UE, l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia) purchè con stabili organizzazioni in Italia; principali candidate a beneficiare dell'investimento di questi 70 euro (al netto dei 21 "concentrati" che vedremo al punto successivo) sono blue-chip italiane, ma anche multinazionali straniere quotate su piazze europee con attività stabili in Italia; 

b)     di questi 70 euro, almeno il 30% (quindi 21 euro sui 100 di portafoglio totale) deve essere investito in azioni emesse da imprese che non sono incluse nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana o negli indici equivalenti degli altri Paesi, sempre con stabile organizzazione in Italia (quindi qui ci potrà essere una concentrazione in small-cap italiane perchè non sono molte le small cap europee con stabile organizzazione in Italia).

La somma di liquidità e strumenti diversi dalle azioni descritte al punto precedente (titoli di Stato, obbligazioni etc.) potrà quindi rappresentare al massimo il 30% per almeno i due terzi di ogni anno solare.

Il peso di un singolo emittente (sommando le azioni e le obbligazioni) non potrà superare il 10% del portafoglio (comma 103). Lo stesso limite vale anche per la liquidità in conto corrente. Recita il comma 103: "Le somme o i valori destinati nel piano non possono essere investiti per una quota superiore al 10 per cento del totale in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con altra societa' appartenente al medesimo gruppo dell'emittente o della controparte o in depositi e conti correnti".

3)     I PIR (che in ogni caso sono riservati alle persone fisiche) sono esenti dall’imposta di successione (comma 114). Un cadeau che mi pare nessuno abbia messo ancora in evidenza. Posto che in totale si possono versare al massimo 150mila euro in un PIR nell’arco di cinque anni, nel tempo, proprio grazie alla capitalizzazione dei rendimenti esenti, la cifra può diventare assai importante nell’asse ereditario di un investitore privato. Questa cifra poi può raddoppiare o triplicare se più persone all'interno di una famiglia sottoscrivono un PIR.

(*) In base al contenuto letterale della Legge di Bilancio, gli investimenti qualificanti un PIR sono quelli "indicati al comma 90" dell'art. 1. Ebbene, il comma 90 parla di tassazione dei redditi derivanti dagli investimenti degli enti di previdenza indivduati dal comma 89. Questi investimenti sono azioni o quote di imprese, ovvero quote di Oicr, e non "strumenti finanziari", categoria che comprende le obbligazioni. Sembra quindi che ci sia un refuso, in quanto al posto del comma 90 si sarebbe dovuto richiamare il 102, che invece cita tra gli investimenti qualificanti gli "strumenti finanziari". In assenza di una rettifica normativa, quindi, almeno il 70% del portafoglio di un PIR dovrà essere investito in azioni con le caratteristiche descritte ai punti 2a) e 2b di questo articolo. In attesa del provvedimento attuativo, nel corso di un convegno Assogestioni tenutosi a Milano il 22 febbraio, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicamente - anche se non ufficialmente - precisato che i PIR non devono essere necessariamente investiti solo in azioni per la parte qualificante.

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo