Ai giovani USA non piace investire in ETF e fondi? GoldBean li consiglia sulle singole azioni

di Marco Liera - 18/03/2016

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Nel mio ultimo viaggio a New York sono andato a incontrare anche la fondatrice di una fintech startup, Jane Barratt. Ex manager del settore pubblicitario, due anni fa ha creato GoldBean, un consulente finanziario online destinato ai giovani. Un target spesso dimenticato dall’industria finanziaria, ma che proprio a causa di redditi precari, mutui da pagare e altre incertezze, ha importanti esigenze di finanza personale. E in vari casi ha pure risparmi da investire.

Barratt, che alla fine del 2015 ha ricevuto un investimento da Axa Strategic Ventures, non ha voluto creare l’ennesimo robo-advisor che consiglia portafogli ottimizzati di ETF con l’approccio media-varianza, ma è partita dalle preferenze e comportamenti reali dei giovani americani. “Sono principianti – mi ha detto Barratt – che non hanno molta voglia di comprare ETF o fondi comuni, lontani dal loro mondo. Ma quando gli si propone di acquistare titoli di aziende famose di cui sono clienti o semplicemente fans come Nike, Google, Coca-Cola, Apple e Facebook, si accendono”. Così GoldBean fornisce per 50 dollari l’anno uno stock-screener (selezionatore di azioni), programmi di e-learning finanziario, e una community riservata in cui i clienti possono scambiarsi idee di investimento e confrontare le proprie negoziazioni. Per 4,95 dollari per ogni trade GoldBean fornisce poi la possibilità di effettuare gli acquisti e vendite dei titoli selezionati tramite un broker convenzionato.

Ho obiettato a Barratt: “Vi prendete una bella responsabilità nel valutare la convenienza o meno di singole azioni. Un giovane inesperto e indebitato potrebbe investire i suoi primi magri risparmi in un solo titolo di moda”. E perderli tutti o quasi tutti, mettendo a rischio il proprio benessere economico. “In realtà grazie alla nostra profilazione – ha risposto Barratt – arriviamo ad escludere il 20% dei richiedenti l’apertura del rapporto, proprio per via del loro eccessivo indebitamento. E poi ricordati che questi clienti investiranno in ogni caso in singole azioni di aziende note. Noi cerchiamo di minimizzare il rischio che si facciano del male”. Non è peccato investire in singole azioni, anche se empiricamente sono proprio i giovani - che hanno pochi risparmi - quelli che dovrebbero evitare maggiormente di concentrare i rischi. Ma ammettendo che sia vero che l'unico modo per avvicinare i giovani all'investimento azionario è quello della familiarità con l'azienda emittente, ben venga qualunque tentativo di guidarli nell'ardua impresa di evitare colossali delusioni che li allontanerebbero - forse per sempre - dai mercati.

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