Per capire la finanza non basta La grande scommessa. Serve anche Forrest Gump

di Marco Liera - 12/01/2016

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Ho visto "La grande scommessa" e l'ho trovato divertente e non banale, per come gioca tra l'istruttivo (come funzionano certi meccanismi della finanza) e il distruttivo (come gran parte di Wall Street sia dannosa e distorta). Racconta di una speculazione al ribasso (short) di successo, quella che puntava al crollo dei titoli ipotecari americani, e che fu operata realmente da alcuni gestori "smart" di hedge funds a partire dal 2006. Il tutto condito da una notevole dose di narrativa fondata sulla caratterizzazione dei protagonisti. La finanza (anche quella malata) e' materia difficile per intrattenere il pubblico, e allo scopo occorre renderla "umana" lavorando sugli eccessi dei vari personaggi, e ovviamente spettacolarizzarla.

Passare un paio d'ore divertendosi al cinema non solo e' lecito ma e' anche raccomandabile. Uscendo dalla sala, gli spettatori che non vivono sulle nuvole si ricordano che il cinema racconta asimmetricamente una parte della realta', trasformandola per altro in una narrativa: nel caso, e' quella dei gestori svegli e socialmente un po' sgradevoli, che vanno contro il pensiero unico di Wall Street, contro i colossi dell'investment banking, la Fed, la SEC e le societa' di rating. Davide contro Golia, insomma. E alla fine vincono, secondo copione. Difficilmente vedremo mai un film sui tantissimi short operati da gestori altrettanto smart che sono finiti con perdite rovinose. Perche' la finanza e' nella realta' assai meno schematica  (Davide vs Golia, intelligenza di pochi vs ottusita' di molti etc.) di quanto possa essere inevitabilmente raccontata al cinema. Interdipendenze, casualita' e frequenza degli eventi estremi inattesi rendono la realta' dei mercati finanziari difficilmente inquadrabili in una narrativa "logica". Un esempio di questi paradossi e' il passaggio di un altro film, Forrest Gump, in cui il protagonista, che il destino non ha voluto particolarmente "smart", diventa straricco investendo tutti i suoi risparmi in azioni di una sola societa', la Apple. Finanziariamente parlando, e' il risultato superfortunato di una follia. Ma non impossibile nel mondo della finanza dove tutto e' possibile.

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