Come fare consulenza finanziaria ai giovani (in Italia quasi dimenticati)

di Marco Liera - 01/10/2015

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In Italia la ricchezza familiare netta degli over  64 è pari a 152.722 euro secondo i dati di Bankitalia. Quella dei giovani fino a 34 anni è di 24.602. Questo dato basterebbe di per sé a comprendere come mai gli intermediari finanziari nel nostro Paese dedichino molta più attenzione agli anziani che non ai giovani. Ma ciò accade perché l’attenzione degli intermediari è concentrata molto più sul  lato degli attivi dei clienti, quindi sul loro asset management, che non su un wealth management olistico che tenga conto dei rischi della persona, della pianificazione previdenziale, della gestione del debito, del risparmio per obiettivi e così via. 

Altrove è diverso. Negli USA l’attenzione ai millennials è diffusissima tra le organizzazione di consulenza finanziaria ed è una delle chiavi della digitalizzazione del financial planning e della crescita del robo-advisory. Ciò dipende anche anche dalla circostanza che i giovani americani cominciano a lavorare stretti tra debiti universitari da gestire e piani previdenziali da sottoscrivere quasi obbligatoriamente.

Voglio poi citare un paio di esempi di Paesi a noi più vicini meritevoli di attenzione. In Germania la rete di financial planners MLP ha lanciato un servizio chiamato Financify destinato a rispondere alle esigenze finanziarie dei giovani. Con un largo uso dei social media e una staff di cinque persone dedicate al servizio, MLP punta a coinvolgere i ragazzi a partire dai campus universitari per arrivare ai primi anni della costruzione del loro benessere economico. Efficace la loro home page che assomiglia a quella di Google, con un semplice campo in cui inserire una domanda o una parola chiave, avendo ben presente che i giovani sono purtroppo mediamente privi di conoscenze sulla finanza personale (con responsabilità del sistema scolastico e universitario), ma più frequentemente degli adulti “sanno di non sapere”.

In Turchia, paese nel quale l’età media è decisamente più bassa che da noi, Garanti Bank ha lanciato iGaranti, una app educativa e dispositiva (anche con la voce) che aiuta i giovani a pianificare e a risparmiare, che in pochi mesi è stata scaricata da 500mila persone, con 110mila utenti attivi. Il lancio è avvenuto con una grande campagna pubblicitaria televisiva e soprattutto ha potuto contare sull’impegno del top management della banca.

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