Mark Mobius e il peso (incerto) dell'età nei rendimenti degli investimenti

di Marco Liera - 23/08/2015

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La prima volta che incontrai Mark Mobius fu all'Hotel Gallia di Milano 20 anni fa. I fondi specializzati nei Paesi Emergenti cominciavano ad essere collocati anche in Italia e colsi l'opportunita' di un roadshow dalle nostre parti per andare a conoscere quello che gia' all'epoca veniva considerato il migliore gestore al mondo della specialita'. Mi diede l'idea di un professionista con una notevole esperienza in quei mercati caratterizzati da enormi asimmetrie informative, che andava a visitare direttamente con grande frequenza, senza sottrarsi al day-by-day della gestione dei suoi fondi (a questo proposito mi colpi' il pavimento della sua stanza letteramente coperto di fogli di fax di carta chimica con il quale comunicava con il suo staff, prima dell'avvento dell'e-mail).

Ora apprendo che il leggendario gestore a 78 anni ha lasciato la guida del fondo Templeton Emerging Markets, dopo un quinquennio in cui ha sottoperformato (ma il bilancio a 10 anni resta positivo, 181% contro il 129% del benchmark). E leggo sul Financial Times che secondo alcuni la vicenda di Mobius si spiega con il fatto che dopo una certa eta' anagrafica i gestori e' meglio che si dedichino ad altro, perche' le capacita' cognitive in campo finanziario a partire dai 60 decrescono in media di un 2% all'anno.

Credo che le cose non stiano proprio così. Un po' perchè esistono non pochi casi di investitori "diversamente giovani" come Carl Icahn (79 anni), Wilbur Ross (77),  e ovviamente Warren Buffett (85) che dimostrano di avere ancora una straordinaria lucidità nelle loro scelte finanziarie. Ma soprattutto perchè, come emerge da una vasta letteratura sull'argomento, negli investimenti e' molto difficile capire fino a che punto le performance dipendano dall'abilita' (e quindi alle capacita' cognitive) piuttosto che a mera fortuna. Un gestore di 80 anni puo' dare migliori performance di uno di 40 (o viceversa) anche su periodi non brevi per motivi molto casuali. In questo senso, un'esperienza molto significativa credo sia quella di un altro noto gestore, Peter Lynch, che a soli 46 anni si ritiro' dalla professione dopo aver guidato per 16 anni il Fidelity Magellan con performance eccezionali. Il bravo giocatore di poker sa quando e' il momento di lasciare il tavolo da gioco. Indipendentemente dall'ora del giorno (o della notte).

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