L'oro è calato del 10%? E' normale

di Nicola Zanella - 05/10/2011

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Da gennaio 2008 a fine agosto 2011, il prezzo dell’oro (valore di Londra PM fix, $) ha fatto segnare un +96%. Una performance certamente notevole, se la si confronta con quella di altre asset class: -4% per l’indice azionario del mercato statunitense, +21% per i bond governativi tradizionali e +23% per i TIPS, ovvero i titoli di Stato indicizzati all’inflazione.
Figura 1 (clicca sopra per ingrandire)

Dopo aver toccato il massimo di 1895 dollari per oncia il 6 settembre, la quotazione dell’oro è scesa fino a raggiungere ieri (26 settembre 2011) il valore di 1598 $. Secondo alcuni addetti ai lavori, sembra essere accaduto l’impensabile, un fatto assolutamente imprevisto. La domanda che ci si è posti è la seguente: come può l’oro perdere più del 10% in pochi giorni?
Da parte mia, devo ammettere di essere rimasto alquanto perplesso leggendo simili considerazioni. Vediamo perché.
Da gennaio 2008 ad agosto 2011, il rendimento mensile medio dell’oro è stato dell’1,77%, con una volatilità (deviazione standard o DS) pari al 6,08%. Ipotizzando per l’oro una distribuzione dei rendimenti normale (secondo la famosa curva a campana o di Gauss), ci si sarebbe dovuto attendere per il mese di settembre un rendimento mensile compreso nell’intervallo tra -16,47% (media – 3 DS) e +20,00% (media + 3DS) con una probabilità del 99,7%. Lo 0,3% dei rendimenti dovrebbe stare al di fuori di questo intervallo.
Pertanto, una perdita di circa il 12% nell’arco di 1 mese, è un evento “normale” di questi tempi, che non dovrebbe stupire più di tanto.
A tal riguardo, si veda il seguente grafico in cui sono riportati i rendimenti mensili dell’oro negli ultimi 2 anni e mezzo.
Figura 2 (clicca sopra per ingrandire)

Come si può notare, vi sono stati 6 mesi con una perdita maggiore del 5%, con il rendimento peggiore fatto registrare ad ottobre del 2008 (-17%), al culmine della Grande crisi del 2008-2009.
Se consideriamo poi che i rendimenti dell’oro potrebbero non disporsi secondo una curva normale, con gli eventi più estremi più ricorrenti di quanto previsto tradizionalmente, allora le bande di confidenza (l’intervallo dei valori previsto) dovrebbero essere ancora più ampie.
Mancando ancora quattro giorni di mercato alla fine del mese, non posso escludere che il prezzo dell’oro cali ulteriormente (oggi sta guadagnando il 5%), magari andando a registrare un rendimento davvero molto negativo. È curioso comunque che ci si domandi come mai le quotazioni dell’oro calino del 10% in un dato mese.
Anche se si dovesse considerare l’oro un ottimo bene di rifugio (safe haven, in inglese), ossia un bene che ha una correlazione negativa con altri asset (es. azioni) in periodi caratterizzati da un’alta incertezza macroeconomica, non bisogna dimenticare che si tratta sempre di un investimento caratterizzato da un’alta volatilità. Perdite, anche marcate, non si dovrebbero affatto escludere.
Questa e altre “leggende” sull’oro, come quella che lo vuole un ottimo investimento per proteggersi dall’alta inflazione, sono davvero difficili da riconciliare con le evidenze empiriche.
In un prossimo articolo discuterò dell’oro come bene rifugio e in funzione di copertura (hedge) del rischio di inflazione.

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