Dai target date funds una speranza per risparmiatori indisciplinati (o mal consigliati)

di Marco Liera - 07/07/2015

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Uno dei grandi problemi della consulenza agli investimenti dei privati a livello mondiale e' la storica inferiorita' dei rendimenti effettivamente ottenuti dai risparmiatori sui propri fondi comuni rispetto alle performance degli stessi fondi. Il fenomeno e' dovuto al fatto che tipicamente i  risparmiatori - se non sono preparati e/o ben assistiti - scelgono i momenti meno felici per sottoscrivere e riscattare i fondi. Per intendersi, entrano nel marzo 2000, escono nel marzo 2003, e rientrano nel luglio 2007 (ovviamente con un fondo azionario!). Questo tra l'altro ci fa capire - come ripeto piu' volte in aula di formazione - che il lavoro del consulente e' piu' importante di quello del gestore ai fini del profilo rischio rendimento effettivamente ottenibile dai risparmiatori. A tale proposito, sarebbe encomiabile che nelle rendicontazioni ai clienti, oltre che le performance dei fondi, venissero forniti i rendimenti Time Weighted dell'intero portafoglio. E' un qualcosa di complicato dal punto di vista informatico, ma auspicabile.
Una speranza per uscire dalla cronica underperformance dei risparmiatori rispetto ai fondi viene dall'esperienza ormai decennale dei target date funds negli Stati Uniti. Si tratta di fondi come gli altri, dai quali e' possibile uscire in qualunque momento, ma che hanno un orizzonte temporale ben definito. Ad esempio, il Vanguard Retirement Target 2030 aggiusta automaticamente nel tempo l'allocazione a impieghi rischiosi, con l'obiettivo di ridurli a mano a mano che si avvicina al 2030. La ricerca non e' univoca nel riconoscere una superiorita' a questa metodologia altrimenti detta lifestyle, ma sta di fatto che i target date funds sono l'unica categoria di prodotti gestiti nei quali i risparmiatori hanno ottenuto negli ultimi 10 anni un rendimento effettivo mediamente superiore dell'1,1% all'anno (*) rispetto a quello dei fondi sottostanti. Si noti che in media, considerando tutti i fondi, nello stesso periodo i risparmiatori hanno sottoperformato i fondi dello 0,54% all'anno. Il merito dei target date funds va alla disciplina che i risparmiatori si danno scegliendo uno di questi prodotti, che si concretizza nella comsapevolezza di non doverli liquidare prima della loro scadenza prefissata.

(*) Fonte: Morningstar

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