Pensionato disorientato dovrebbe ridurre le opzioni di investimento

di Marco Liera (*) - 11/10/2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss

Sono un pensionato di 71 anni. Fino a settembre del 2012 detenevo l’80% del mio portafoglio in BTP con scadenze lunghe acquistati sotto la pari e che mi davano una cedola netta del 5,5%. Successivamente, con l’aggravarsi dei già pessimi fondamentali della situazione italiana, pensai di vendere i BTP, realizzando un profitto del 12% (oggi avrei realizzato oltre il 30%). Ma, dopo 15 giorni ci fu un’inversione di tendenza irreversibile fino ad arrivare ai 140 di oggi. Ora mi ritrovo con una liquidità improduttiva, e la necessità di riavere una cedola, avendo un figlio che ha perso il lavoro. Pentitissimo di aver venduto i BTP, e rimproverandomi di aver compreso in ritardo che lo spread era completamente manovrato dai soliti furbi della finanza internazionale, sono ora alla ricerca di un’alternativa che non trovo. Il mio portafoglio attuale è composto per il 20% da ETF (60% azionario e 40% obbligazionario), per il 10% in BEI 2018 in lira turca, per il 10% in BEI 2019 in rand sudafricani; per il 15% in BTP Italia 2016. Il 40% è investito in conti di deposito di prossima scadenza mentre il 5% in liquidità.
Sto anche monitorando qualche obbligazione BEI in Real brasiliano, e in rubli che, essendo svalutati, sono suscettibili di incremento in conto capitale, mentre il valore dei titoli è quasi alla pari e la cedola è alta. Ho pensato anche all’acquisto del BTP Italia 2020, anche se l’ipotesi di una ripresa dell’inflazione appare lontana. O forse è meglio elevare la partecipazione azionaria degli ETF che già detengo in portafoglio? Nello scenario attuale sono alquanto disorientato tra tante possibilità.
Michele

Quando un risparmiatore è disorientato “tra tante possibilità” ha due strade davanti: o riduce le opzioni di investimento tra le quali scegliere, o si fa guidare da un bravo consulente. Lei si è fatto prendere dall’angoscia di percepire delle grasse cedole, e non ha seguito né l’una nell’altra strada, anche se è sempre in tempo per prendere una decisione. Ha rimpinzato il suo portafoglio di ETF e bond in valute esotiche (lire turche, rand sudafricani e prossimamente real brasiliani e rubli russi), ma poi si è trovato, al pari di molti altri risparmiatori, perduto di fronte alla complessità che più o meno consapevolmente ha perseguito. Manca quasi completamente nel suo metodo di investimento il criterio del rischio che lei è in grado di tollerare. Prima di gridare al complotto dei “soliti furbi della finanza internazionale”, cerchi di capire se lei è un risparmiatore in grado di tollerare le perdite che potrebbero derivare da un investimento in bond denominati in valute diverse dall’euro e in ETF azionari.
Non è affatto escluso che lei abbia ragione nel ritenere “svalutate” alcune delle monete citate, ma anche l’ipotesi opposta potrebbe rivelarsi vera. Poiché non conosco la dimensione del suo patrimonio - che sarebbe il primo dato da tenere presente per comprendere se lei sia in grado di tollerare le perdite citate – le dico che solo lei è in condizioni di misurare la sua capacità di resistere a eventuali minusvalenze. Senza dimenticare che per procedere alla stima in parola dovrebbe anche tener conto del rimpianto che proverebbe qualora, dopo aver rinunciato a comprare i titoli rischiosi, dovesse assistere a una loro stellare performance. Se la sofferenza per la perdita dovesse per lei essere superiore al rimpianto per il mancato guadagno (come accade alla quasi totalità dei risparmiatori secondo gli studi di Dani Kahnemann e Amos Tversky), sarebbe meglio per lei ridurre il rischio di portafoglio, rinunciando a un po’ di bond in valuta e di ETF azionari. In questo modo raggiungerebbe tra l’altro l’obiettivo di semplificare il suo portafoglio che le avevo citato all’inizio come precondizione per potere legittimamente fare a meno di un bravo consulente finanziario.
La sua ricerca di alte cedole poi andrebbe corretta. Lei non ha tanto bisogno di queste, quanto di una rendita congruente ai consumi (suoi e di suo figlio) che intende finanziare, che è una cosa diversa. Crearsi una rendita in un’epoca di bassi tassi può comportare il prelievo del capitale oltre l’utilizzo del rendimento periodico. Non sapendo qual è la dimensione del suo portafoglio, non sono in grado di stimare se e per quanti anni lei sia in grado di ottenere la rendita di cui ha bisogno, prima di esaurire il capitale. Ma di fronte a bassi rendimenti delle obbligazioni meno rischiose (titoli di Stato e sovranazionali dell’eurozona con rating dalla tripla B in su) non ci sono alternative alla distribuzione del capitale; ed è inutile rimpiangere le grasse cedole che dei BTP che furono, o pentirsi di averli venduti.

(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole 24 Ore dell'11 ottobre 2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo