La copertura sanitaria? In Svizzera si sceglie democraticamente

di Marco Liera (*) - 15/09/2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss

Il 28 settembre i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare su un’iniziativa popolare per passare dall’attuale sistema di assistenza sanitaria, obbligatorio ma basato sulla libertà di scelta tra 61 casse malati, a un sistema unico pubblico che eserciterebbe l’assicurazione per tutti gli abitanti (come accade in Italia). I sostenitori della proposta dicono che l’attuale sistema è costoso e burocratico, difetta di trasparenza, è gravato da oneri inutili dal punto di vista dei malati (spese di marketing, e così via) e tende a respingere i malati cronici e anziani. I difensori rispondono che l’attuale concorrenza garantisce il controllo dei costi, consente ai cittadini di scegliere coperture personalizzate, e che la transizione a una sola cassa comporterebbe incertezze e costi non quantificabili, mentre nel complesso non ridurebbe l’onere complessivo della sanità.
Credo che la questione sia veramente complessa, e che sia difficile arrivare a conclusioni certe senza farsi guidare da ideologie o da informazioni incomplete o distorte. In Svizzera si ritiene ovvio che alternative come queste possano essere decise sulla base del consenso popolare, penso sulla base di una ipotesi ben precisa. Non quella irrealistica che tutti gli elettori riescano a dominare l’argomento, ma che la popolazione nel suo complesso (preparata o impreparata che sia) abbia il diritto di decidere anche su questioni complicate, e anche se la determinazione che prende potrebbe rivelarsi –con il senno di poi – ben peggiore dell’alternativa respinta. E’ il principio della democrazia. D’altra parte, il modello svizzero trova illustri sostenitori, non ultimo Nassim Taleb che nel suo libro “Antifragile. Prosperare nel disordine” sottolinea che la plurisecolare stabilità politica e finanziaria della Confederazione è dovuta alla fortissima autonomia che lascia agli individui e alla “mancanza” di un vero Governo centrale. Certo, tutto è molto più semplice quando quelli che devono mettersi d’accordo sono otto milioni con 800 anni di unità alle spalle e non 60 milioni con 150 anni di tormentata convivenza.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 15 settembre 2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo