Meno rischi per la sposa di un ex-divorziato con tre figli in casa

di Marco Liera (*) - 13/09/2014

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Sono un’impiegata di 44 anni. Mi sono da poco sposata con il mio compagno (divorziato con due figli di venti e 17 anni). Ho con lui una figlia di nove anni e recentemente abbiamo deciso, anche per motivi legali, di convolare a nozze.
Amiamo viaggiare e non abbiamo particolari spese a parte i nostri figli. Sono iscritta a Fonchim e non ho altri particolari investimenti se non dei fondi comuni azionari (25mila euro) una vecchia polizza che alimento mensilmente (fino a qualche anno fa lavoravo in un’agenzia di assicurazioni) e ho ancora una ramo I detraibile fiscalmente in quanto sottoscritta prima del 2000. Il resto è impiegato in titoli di Stato (30mila euro). Ho recentemente acquistato dalla ex moglie di mio marito la quota (50%) della casa in cui abitiamo.
Ora sto valutando come pianificare la mia pensione e il futuro di mia figlia, che mi piacerebbe potesse studiare (e magari passare qualche tempo all’estero visti i tempi che corrono) e volevo sapere se ai livelli attuali di prezzo mi conviene incrementare la parte di BTP legata all’inflazione che nel mio portafoglio di titoli di stato è per ora residuale (10mila euro), il resto è composto da BTp con scadenza 2017 e 2022.
D.P.

Da quanto scrive, sembra che lei abbia una capacità di risparmio che non viene completamente destinata alla contribuzione del fondo pensione Fonchim, ma riesce ad alimentare anche le polizze Vita che ha sottoscritto; mentre occorrerebbe capire se anche i fondi azionari, la metà della casa in cui abita e i BTP siano solamente frutto dei suoi accantonamenti o almeno in parte risultato di un trasferimento intergenerazionale (eredità o donazione). In ogni caso sarebbe opportuno che una parte della sua capacità di risparmio venisse prioritariamente destinata anche alla copertura del suo capitale umano, con adeguate coperture caso morte (se le sue attuali polizze non sono sufficienti) e invalidità permanente totale da infortuni e malattia. Visto che è giustamente interessata al futuro di sua figlia, questa è la prima cosa che dovrebbe fare, al pari di suo marito (se ne è privo). E’ abbastanza inutile aprire un piano di investimento a favore di sua figlia se prima non ha assicurato la sua capacità reddituale. A meno di disporre di una capacità di risparmio residuale dopo aver finanziato le citate coperture assicurative, può darsi benissimo che non vi siano margini per una accumulazione specifica per vostra figlia. Questo non impedisce di pensare che un domani vi dobbiate ritrovare con risorse insufficienti per farla studiare. Allo scopo, occorre investire in modo oculato le risorse già accantonate.
Non so a quanto ammontino i capitali maturati delle sue polizze Vita rivalutabili (che rappresentano impieghi a minor rischio), ma non escludo che il suo patrimonio nel complesso sia un po’ troppo esposto verso attivi rischiosi, come i fondi azionari e la casa. La quale è un bene d’uso, si intende; e comprendo pure che l’acquisto della metà dell’abitazione dove vivete forse era un passaggio “obbligato” per via del fatto che la proprietaria precedente era l’ex moglie di suo marito; ma in ogni caso rappresenta una forma di impiego del risparmio esposta a consistenti oscillazioni di valore (basti vedere quello che sta accadendo da vari anni).
Correttamente negli investimenti in BTP che lei ha fino a oggi attuato ha privilegiato i titoli a scadenze non troppo lunghe. Quello che manca nel suo portafoglio obbligazionario è un po’ di diversificazione del rischio emittente, per ridurre la volatilità attesa, ovviamente accontentandosi di rendimenti modesti. Potrebbe anche aumentare la componente legata all’inflazione, ma credo che questo non sia prioritario, data l’attuale esposizione. I “livelli attuali di prezzo” non dovrebbero essere il criterio sul quale basare le sue decisioni di acquisto o di vendita dei titoli, quanto la sua capacità o meno di prendersi dei rischi.
Lei è ancora giovane, e il suo orizzonte temporale di investimento è certamente lungo, ma questo non basta a ridurre la prudenza. Non so se sia dipendente pubblica o privata e quale sia il grado di incertezza che caratterizza il suo futuro lavorativo, ma di nuovo non mi pare che lei sia nella condizione di aumentare i rischi del suo portafoglio di investimenti. Una pianificazione successoria reciproca per lei e suo marito, vista anche l’esistenza di due matrimoni, è seriamente consigliata per la serenità di tutti i membri della vostra famiglia, insieme alle assicurazioni di cui ho parlato all’inizio.

(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole 24 Ore del 13 settembre 2014

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