Scegliere Google e Apple e tenerle per molti anni? E' affare per Forrest Gump

di Marco Liera (*) - 26/08/2014

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Nella settimana in cui Google ha celebrato il suo decennale dalla quotazione al Nasdaq con un +1300% dall'IPO, le azioni Apple hanno toccato il record storico oltre quota 100 dollari, un prezzo che non puo' essere facilmente confrontato con quelli del passato perche' in quasi 34 anni il titolo e' stato oggetto di quattro stock-split. Al punto che chi sottoscrisse una azione Apple in occasione della sua IPO il 12 dicembre 1980, oggi ne deterrebbe ben 56. Senza contare che Apple, a differenza di Google, ha ripreso negli ultimi anni a pagare dividendi.
I rendimenti stellari di lungo periodo di singole azioni, come nel caso di Google ed Apple, fanno sognare milioni di risparmiatori. Cosi' come milioni di persone sognano di comprare il biglietto vincente della lotteria. Ma mentre con la lotteria tutti - almeno spero - sono rassegnati al fatto che acquistare il biglietto vincente sia soltanto una questione di fortuna, con le singole azioni il rischio e' di credere che individuare la Apple o la Google di domani sia soprattutto una questione di abilita'. Al punto da spingere alcuni a dedicarsi a studi piu' o meno fondati sullo stock picking, e molti altri a ritenere che sia il proprio consulente finanziario, in quanto "esperto" a suggerire in modo quasi infallibile l'acquisto dei titoli "vincenti". Nel mondo esistono decine di migliaia di azioni quotate, e il loro numero aumenta di anno in anno. Migliaia di gestori professionali le studiano, ma a meno di non godere di illeciti vantaggi informativi, e' assai arduo anche per loro maturare delle conoscenze sulle societa' emittenti persistentemente migliori rispetto a quelle gia' in possesso di altri. E se poi capita di individuare - da soli o su consiglio di un professionista - una azione "vincente", in quanti sarebbero disposti a mantenerla per molti anni, con il prezzo che nel frattempo continua a oscillare, per ottenere i fantastici ritorni citati per Google e per Apple? Non dimenticate che fu Forrest Gump - uno al quale il destino aveva impedito di essere particolarmente "smart" - a diventare ricco comprando e tenendo azioni Apple per molto tempo.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 25 agosto 2014

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