Ha 60 anni, è disoccupato e ha bisogno di soldi ma non vuole vendere la casa

di Marco Liera (*) - 25/08/2014

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Ho 60 anni e sono disoccupato da 48 mesi. Ho ereditato nel 2009 dai miei genitori un trilocale ma, dato il mio attuale stato di disoccupazione, mitigato in parte da un esiguo introito proveniente da un piccolo commercio di libri usati, faccio fatica adesso a sbarcare il lunario e, soprattutto, a far fronte alle spese condominiali, sempre più onerose. Ascolto abitualmente la Radio del Sole 24 Ore, e proprio stamattina ho percepito alcune parole di un giornalista, che parlava della possibilità di ottenere una rendita vendendo la nuda proprietà dell'appartamento, ma non ho fatto in tempo a seguire l'intero discorso. Ho letto il Suo articolo odierno sul Supplemento Plus24 del Sole 24 Ore e Le chiederei dei consigli su come gestire al meglio la mia proprietà, evitando di affittarla in toto o parzialmente, rimanendovi comunque a risiedere.
Lettera firmata

Le sembrera' strano, ma lei mi sembra ancora troppo giovane per pensare di vendere la nuda proprieta' della sua casa. Alla sua eta' infatti, mantenendo il solo usufrutto della sua casa, potrebbe incassare solamente il 40% del valore della stessa. Al compimento dei 61 anni e fino ai 63 detta percentuale salirebbe al 45%, per poi crescere ulteriormente con il passare del tempo. Plus24 ha dedicato il servizio di copertina dell'edizione del 19 luglio alle sempre piu' diffuse esigenze di persone come lei, che hanno necessita' di liquidi e/o di redditi, e che hanno una ricchezza rappresentata quasi esclusivamente dalla casa di abitazione. Come spiegato in quella occasione, la vendita della nuda proprieta' e' solamente una delle possibili soluzioni a questa esigenza. E' stata recentemente approvata alla Camera infatti la riforma del prestito ipotecario vitalizio, che ora e' all'esame del Senato. E' un contratto che riguarda per la verita' i proprietari di casa over 65, e consiste nel farsi prestare da una banca o da una finanziaria una parte del valore dell'abitazione, senza perdere la proprieta' della stessa e ovviamente il diritto di viverci. Il rimborso potra' tipicamente essere effettuato dagli eredi, se esistenti, con la vendita dell'immobile, mentre il pagamento degli interessi puo' essere contrattualizzato caso per caso.
Per altro, nel suo caso specifico mi pare di intravvedere una possibilita' piu' concreta e immediata di quelle citate, che tuttavia andrebbe analizzata su un foglio di calcolo anche tenendo conto della sua pensione che prima o poi anche lei - spero - potra' percepire. E che si scontrerebbe con la sua dichiarata preferenza verso il mantenimento dell'attuale residenza. Non so se lei abbia moglie e/o figli, ma la casa dove lei attualmente vive potrebbe essere sproporzionata rispetto alle sue esigenze e soprattutto capacita' di spesa. In questo caso, la vendita della piena proprieta' della sua attuale abitazione per andare a vivere in affitto (se disponibile nella sua zona di residenza) potrebbe rappresentare un ovvio adeguamento alle sue peggiorate condizioni finanziarie. Questa mossa le consentirebbe innanzi tutto di avere un patrimonio meno rischioso, perche' il corrispettivo potrebbe essere opportunamente investito in attivita' finanziarie piu' sicure della sua abitazione (si ricordi che la sua casa non solo presenta dei costi fissi legati alla proprieta' della stessa, ma soprattutto potrebbe in futuro ulteriormente svalutarsi). E' ovvio che per pagare il canone di locazione e le altre spese necessarie al suo mantenimento lei dovrebbe erodere progressivamente questo capitale finanziario, e occorrerebbe stimare in quanto tempo esso si esaurirebbe. E' chiaro che ai fini della ricerca di un equilibrio, le variabili chiave sarebbero il canone di locazione dell'abitazione sostitutiva (a sua volta funzione della dimensione e della ubicazione della casa in affitto) e, come detto, il livello di pensione futura sulla quale potra' contare per coprire almeno in parte il canone stesso e le altre spese.
Una soluzione imtermedia potrebbe essere quella di vendere l'attuale abitazione e comprarne un'altra di minor valore. Ridurrebbe un po' i rischi, e le spese fisse. Anche in questo caso lei dovrebbe cambiare residenza, ma solamente lei e' in grado di stimare se il suo legittimo desiderio di continuare ad abitare nella casa ereditata dai suoi genitori sia compatibile con la sua situazione finanziaria presente e attesa.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 23 agosto 2014

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