Vedova 75enne senza eredi riflette sulla casa e sulla pianificazione successoria

di Marco Liera (*) - 19/07/2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss

Ho letto con molto interesse il suo articolo sulla nuda proprietà, e approfitto per esporle i miei dubbi e la mia situazione. Posseggo la casa in cui vivo nel centro di Torino, si tratta di una bella casa, non ho figli nè discendenti diretti e in effetti mi farebbe comodo poter usufruire di un certo introito di rendita per pagarmi le spese che avrò quando non sarò più del tutto autosufficiente. Visto che ho 75 anni mi conviene vendere l'appartamento, ormai troppo grande per me, oppure puntare sulla nuda proprietà? Penso sia meglio la prima ipotesi visto che sono sola e che non è detto che prima o poi io debba pensare a un ricovero in una struttura specializzata. L'alternativa sarebbe trovare una badante e vivere in casa mia (con le spese connesse dell’immobile) che forse non potrei più permettermi. Peraltro non è neanche detto che, pur volendo, io possa in futuro abitare nella casa di cui sono usufruttuaria fino alla fine. Se dovessi avere bisogno di cure continuative presso centro specializzato a chi andrebbe l’appartamento e cosa me ne farei della nuda proprietà. In questi casi è possibile pensare a un subaffitto?
Finisco questa allegra lettera con temi più brillanti. Come posso fare fruttare al meglio la mia liquidità, sempe in un’ottica di ottenere una rendita periodica per arrotondare la pensione di 3mila euro che comprende la reversibilità del mio marito? Si tratta di circa 150mila euro ora impiegati su BTp SU CcT (80mila euro), obbligazioni di Intesa Sanpaolo e su un conto deposito che tuttavia è poco remunerato?

Lettera firmata

Non si possono scindere le sue esigenze economiche presenti e future da quelle affettive. Lei è una donna sola, e spero che possa contare su una rete di relazioni di parenti, amici, organizzazioni che possano riempire positivamente la sua attuale esistenza e aiutarla – anche da un punto di vista psicologico – qualora le sue condizioni di salute dovessero peggiorare. Detto non troppo cinicamente, avere delle risorse finanziarie e condividerle già adesso con questa rete può semplificarle il futuro. E arrivo alla domanda: posto che sarà lei a consumare una gran parte del patrimonio e dei redditi di cui dispone e disporrà in futuro, ha già pensato a chi andrà la parte rimanente? Se non ha eredi diretti, è lei che può decidere a chi destinare tutti i suoi averi, stabilendone modi e tempi, facendo testamento. Farlo tempestivamente coinvolgendo i soggetti a lei più vicini può generare una reciproca serenità.

In quest’ottica, un minore peso della ricchezza immobiliare avrebbe senso, perché conferirebbe una maggiore mobilità al suo patrimonio. L’alternativa tra vendita dell’appartamento o della sola nuda proprietà merita una attenta analisi. A 75 anni non è semplice abbandonare la casa in cui forse avrà vissuto per vari decenni con suo marito. Ma è lei che è nelle migliori condizioni per stimare i costi psicologici che dovrebbe sostenere in caso di trasloco, oltre agli ovvi costi monetari connessi alla vendita e al contestuale acquisto di un’altra casa. Quanto alla cessione della nuda proprietà, sappia che fintanto che lei sarà in vita potrà abitare nella casa di cui avrà l’usufrutto, e anche concederla in locazione. Piuttosto, dovrà riflettere sul fatto che se dovrà lasciare la sua abitazione per sopravvenuta non autosufficienza non sarà nelle condizioni ideali per organizzare una locazione della stessa e trovare un inquilino affidabile. A meno di non poter contare su quella rete di relazioni di cui parlavo prima.

La sua pensione è di buon livello, ma il suo riferimento alla necessità di ottenere una rendita periodica mi fa pensare che la stia già consumando tutta. A meno che quel riferimento esprima una necessità futura, da mettere in relazione a un eventuale peggioramento delle sue condizioni di salute, che come lei intuisce la esporrebbe a un aumento delle sue uscite mensili. E’ chiaro che in assenza di una capacità di risparmio, dovrebbe essere ancora più prudente nelle sue scelte di investimento finanziario. Quindi lasci perdere gli improbabili desideri di ottenere degli alti rendimenti. Conti di deposito, titoli di Stato o sovranazionali dell’eurozona a breve termine o risparmio postale, sono le soluzioni con minori controindicazioni per lei.

(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole 24 Ore del 19 luglio 2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo