La consulenza finanziara? E' molto più della gestione di un portafoglio

di Marco Liera (*) - 07/07/2014

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Incontri il tuo o la tua consulente finanziario/a. Ti aggiorna sulla performance del tuo portafoglio. Ti conferma che è aderente al tuo profilo di rischio. Ti suggerisce un paio di switch di fondi, sulla base della capacità dimostrata (in passato!) di battere il benchmark, dell’alpha, del rating, del VAR (Value At Risk)  o perché è il momento “di una rotazione settoriale”.  Poi mentre finite di bere il caffè parlate di Draghi, di politiche monetarie, della Cina e del dollaro sottovalutato. Poi grazie, arrivederci, buone vacanze, ci vediamo dopo l’estate. E’ consulenza finanziaria questa? E’ solo una parte, forse la meno importante. Il vostro consulente non sa quasi nulla di voi. Conosce un portafoglio con attaccato un cliente, o due se il dossier è cointestato.

Intendiamoci: voi potreste anche non avere alcuna voglia di raccontare i fatti vostri al consulente. Potreste ragionare come fanno altri investitori privati: “Ti ho dato dei risparmi da gestire, fammeli rendere senza mai perdere e non mi fare troppe domande”. Se preferite comportarvi così con il vostro consulente, vi state accontentando di un servizio molto parziale, a prescindere dal profilo rischio/rendimento del vostro portafoglio. Gli state pagando dei costi (sotto forma di commissioni implicite nei prodotti consigliati o di parcella) senza avere in cambio il principale prodotto della sua professionalità. Che spazia su ambiti molto più ampi. Avete pensato alla vostra previdenza e a coprire il longevity risk? A mettere al sicuro le vostre principali ricchezze, che tipicamente consistono nel vostro capitale umano e nella vostra casa? Quali problemi stanno emergendo dal vostro patrimonio immobiliare? Che piani di “vita finanziaria” condividete con il vostro coniuge e i vostri figli? Come intendete gestire insieme a loro il passaggio generazionale?

Clienti e consulenti dovrebbero avvicinarsi. I primi, per i motivi citati, dovrebbero uscire dall’equazione “consulente uguale gestore di una parte dei miei soldi”. I secondi capire che, se accettano quella equazione, quei soldi rischiano prima o poi di perderli.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 7 luglio 2014

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