In UK lavoratori liberi di incassare tutto il capitale dal fondo pensione

di Marco Liera (*) - 01/07/2014

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A partire dall’aprile 2015, centinaia di migliaia di risparmiatori inglesi iscritti a fondi pensione a contribuzione definita saranno liberi di prelevare l’intera prestazione maturata sotto forma di capitale anziché di rendita. Si tratta di una svolta storica, firmata dal Cancelliere dello Scacchiere George Osborne e ispirata ai principi liberisti cari al governo Cameron. Che, consapevole dei pericoli che questa liberalizzazione introduce per chi non sarà in grado di gestire il capitale riscosso durante tutto il resto della propria vita, ha previsto che la libertà di scelta venga accompagnata da sessioni di “guidance” (assistenza) gratuite e imparziali, fornite dagli stessi soggetti erogatori, ossia i fondi pensione e le compagnie di assicurazione.

Il tradizionale freno a prelevare tutto il capitale anziché la rendita al momento del pensionamento parte dal presupposto che le persone non siano in grado di gestire bene le proprie finanze personali, e in particolare sottovalutino il “longevity risk”, il bellissimo rischio di vivere troppo a lungo. Che può essere coperto solamente con una rendita vitalizia. In Italia, al di sopra di certi limiti, non è in ogni caso possibile prelevare in un’unica soluzione più del 50% del montante maturato con un fondo pensione o di un PIP. Nel Regno Unito questo approccio semi-paternalistico viene abbandonato per virare verso un liberismo con assistenza garantita. Comunque la si pensi, sarà un laboratorio formidabile di finanza comportamentale.

Può darsi che le sessioni di “guidance” si rivelino insufficienti a indurre i risparmiatori a fare scelte avvedute. E’ vero che in UK il prelievo totale è fiscalmente sfavorito rispetto alla rendita. Ma la semplice facoltà di poter incassare tutto il montante ha indotto già decine di migliaia di lavoratori ad aspettare l’anno prossimo per fruire delle prestazioni dei propri fondi pensione. Nel frattempo, l’industria si lamenta per i costi che dovrà sostenere per la fornitura di “guidance”, che a regime riguarderà 400mila lavoratori all’anno. Per risparmiare, si pensa a sessioni di gruppo anziché individuali. Ugualmente, gli assicuratori stimano una spesa compresa tra uno e 13 milioni di sterline.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 30 giugno 2014

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