Investe da solo in titoli biotech, poi si chiede perchè le loro quotazioni scendano

di Marco Liera (*) - 28/06/2014

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In ossequio alla raccomandazione generale di diversificare in campo azionario il più possibile, ho acquistato azioni anche nel comparto healtcare, bioteconolgia la più parte nel mercato Nyse/Nasdaq, convinto che questi comparti non possano subire bolle, data la loro natura: la difesa della salute .Generalmente dopo il 10% di utile, cambio titolo.
Anche se è noto che la scadenza di molti brevetti di noti farmaci (finiti come generici), le operazioni di fusioni ed acquisizioni si sono fittamente incrociate, lo studio e sperimentazione ed autorizzazione di nuovi farmaci richiedono tempo ed impiego di risorse e quindi hanno portato turbolenze tuttora persistenti e preoccupanti, non riesco a capire perché alcuni titoli come Aol (-28,31%), Biomarin (-25,14%), Oxigene (-40,79%), Rigel Pharmaceutical (-18,03%), Sangamo Bio (-38,55%), Vanda Pharmaceutical (-27,68%), pure al tempo acquistati durante un trend promettente, non riescono a riabilitarsi.
Cortesemente Le chiederei di formulare giudizio e previsione su titoli ( se possibile) e sul comparto : cosa fare se non tenerli nel cassetto? Ed attendere.
E.L.

La mia sara' una risposta molto deludente dal suo punto di vista, perche' ignoro l'esistenza delle societa' da lei citate, non ho nessuna opinione sul settore biotech, e men che meno faccio previsioni sui mercati finanziari o su singoli titoli. Vedo invece che lei crede di avere idee ben precise sugli investimenti: crede nel principio della diversificazione nell'azionario, ma poi deve spiegarmi come mai per osservarlo si senta obbligato ad investire direttamente in un pugno di imprese biotech. Come se non fosse piu' efficiente (in termini di minimizzazione dei rischi diversificabili) comprare un fondo o un ETF azionario internazionale. Poi giustifica la scelta del settore biotech, tra i molti che ha a disposizione, nella convinzione che "non possano subire bolle" perche' si occupano di difesa della salute. Ma davvero? E perche' vuole condividere su un giornale questo suo "vantaggio informativo"? Delle due l'una: o un investitore ha veramente una conoscenza superiore su un settore o un titolo (senza sconfinare nell'insider trading, si capisce), e allora avrebbe tutti gli interessi a tenerla per se'. Oppure si tratta di una convinzione stra-risaputa, del tutto scontata negli attuali prezzi di mercato e che quindi viene automaticamente smentita (rendendo il settore in questione esposto alle bolle al pari di tutti gli altri).
Infine lei crede (altrimenti non si cimenterebbe nell'impresa) che le sue capacita' di selezionare singole azioni siano superiori a quelle di un esercito di professionisti che a tempo pieno si occupano dello studio delle aziende emittenti, le visitano, parlano con i loro manager, hanno competenze specialistiche in un settore particolarmente complesso e imprevedibile (a proposito, che conoscenze ha sulle lunghissime procedure di autorizzazione dei nuovi farmaci negli USA presso la Food and Drug Administration?). Poi si stupisce se le quotazioni di alcune di queste azioni da lei selezionate (ignoro con quali criteri) anziche' salire, scendano, e non riescano "a riabilitarsi". Ma guarda un po' che strano!
Non so quanto pesi questa "diversificazione" nel settore biotech rispetto al suo portafoglio e alla sua intera ricchezza. Ignoro se lei si sia adeguatamente asssicurato sui principali rischi che la interessano, se lavori e abbia una previdenza integrativa, se abbia investito a sufficienza in strumenti a rendimento certo per proteggere il suo benessere. Ma con quella quota investita in titoli biotech in condizioni di manifesta inferiorita' conoscitiva ho l'impressione che lei si stia cacciando nei guai. Puo' darsi che si sia illuso di "saperci fare", ottenendo l'obiettivo del +10% su qualche posizione (ma anche qui verrebbe da chiedersi: perche' il +10% e non il +20 o il +100%? Qual e' lo studio che l'ha portata a fissare questo target?). E invece in quei casi potrebbe essere stato solo fortunato.
A conferma delle distorsioni cognitive di cui sopra, sembra che lei propenda per "mettere nel cassetto" i titoli in declino, senza contemplare minimamente la possibilita' di chiudere una o piu' posizioni in perdita. Da una parte, non vorrei che i suoi "cassetti" fossero gia' abbastanza affollati, in conseguenza di un atteggiamento che assomiglia molto a quello di chi nasconde la polvere sotto il tappeto. Dall'altra, sembra che lei non consideri che ogni posizione mantenuta le da' una sola certezza: quella di continuare a farle rischiare di perdere soldi.

(*) Pubblicato su Plus24 - Il Sole 24 Ore del 28 giugno 2014

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