Vedovo 70enne si trasferisce a Santo Domingo. La nuova compagna e l'eredità

di Marco Liera (*) - 14/06/2014

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Sono un pensionato bancario di 70 anni. Da tempo mi sono trasferito a Santo Domingo dove con la mia pensione di 3.500 euro (compresa la cifra del fondo pensione) riesco a condurre una vita dignitosa. Mia moglie mi ha lasciato solo due anni fa. Non ho figli ma solo lontani nipoti. Mia moglie non aveva fratelli e mia sorella non ha discendenti. Ora vivo con la mia nuova compagna sudamericana, che ha 55 anni. Ci tengo a precisare che non si tratta della solita sbandata per la badante di turno ma di un'insegnante del luogo rimasta anche lei vedova. Eravamo amici quando i nostri coniugi erano ancora in vita e poi ci siamo re-incontrati e il nostro rapporto si e' modificato. Ora vi chiedo come posso essere sicuro di poter lasciare alla mia nuova compagna, che si pensa vivra' piu' di me, i risparmi da me nel tempo accumulati? Si tratta di circa 500mila euro, ora investiti per lo piu' (50 per cento) in BTp scadenza 2015 e 2017, Cct scadenza 2019. Il 20 per cento e' investito in fondi azionari internazionali, e il 30 per cento in obbligazioni corporate, delle quali circa il 15 percento del portafoglio complessivo punta sui titoli high yield. Ho poi due immobili locati in Italia (la casa di Milano e un appartamento in Costa Smeralda che affitto nei mesi estivi). Ora vivo nell'appartamento della mia compagna.
Mi suggeriscono di puntare su polizze Vita inserendo la mia compagna come beneficiaria. Sto anche valutando il matrimonio che forse risolverebbe tutti i nostri problemi. Ma non vorrei che facessimo il passo piu lungo della gamba...Cosa mi consiglia anche sulla gestione attuale del portafoglio? Dopo quanto dal matrimonio la pensione diventa reversibile? Vi chiedo gentilmente di pubblicare una gentile risposta entro giugno. A luglio ritorno in Sudamerica e vi seguiro' comunque online!
Grazie per l'attenzione

Lettera firmata

In base alla situazione da lei descritta, se lei fa testamento può destinare tutta la sua eredità a chi le pare. Se non fa testamento, sua sorella, se le sopravviverà, sarà l’unica erede di tutto il suo patrimonio. Al di là dei tecnicismi, però, ciò che conta è che lei abbia ben chiaro in che misura beneficiare la sua compagna e, se vuole, sua sorella. Lei cerca fuori dalla sua vita una risposta che solamente lei può dare. E’ un classico atteggiamento nell’estate planning (pianificazione patrimoniale) e nel family business (passaggio generazionale): chiedere al notaio, al private banker, al commercialista o all’avvocato delle soluzioni tecniche a questioni che sono affettive e personali. Capirà poi che il matrimonio, in particolare, non è una scelta tecnica, ma di vita. Certamente, il matrimonio sarebbe l’unica possibilità per poter garantire alla sua attuale compagna una pensione di reversibilità. Che nel caso spetti al solo coniuge rappresenta il 60% dell’importo attuale, percentuale che nel suo caso andrebbe però decurtata perchè le regole Inps stabiliscono che “le pensioni ai coniugi superstiti aventi decorrenza dal 1° gennaio 2012 sono soggette ad una riduzione dell’aliquota percentuale, rispetto alla disciplina generale, nei casi in cui il deceduto abbia contratto matrimonio ad un’età superiore a 70 anni; la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni o il matrimonio sia stato contratto per un periodo di tempo inferiore ai dieci anni”.
Un testamento le consentirebbe anche di destinare una quota di eredità in beneficenza. Ma anche questo obiettivo dipende dalle sue preferenze personali. Una polizza Vita, indipendentemente da testamento o eventuale matrimonio, consentirebbe di trasferire tutto o in parte il suo patrimonio alla sua compagna (beneficiaria) con un’ottimizzazione fiscale, perché l’erogazione del capitale caso morte è esente da imposte. Anche i risparmi versati in una polizza Vita potrebbero essere investiti con un profilo rischio rendimento adeguato alle esigenze della beneficiaria.
La sua attuale asset allocation potrebbe sembrare un po’ aggressiva. Però lei è un pensionato benestante, e può permettersi di correre più rischi di un trentenne con un lavoro precario. Certo, bisognerebbe analizzare nel dettaglio le singole asset class, in particolare l’azionario internazionale e l’obbligazionario high yield, per verificare se la diversificazione è adeguata. E poi l’asset class più importante, quella obbligazionaria governativa dell’eurozona, è investita in tre soli titoli dello stesso emittente, e manca completamente una componente a rendimento reale. Inoltre andrebbe fatta qualche riflessione sul mantenimento dei due immobili. Se li usa con una certa frequenza è accettabile (tenendo conto dei costi). Altrimenti rappresentano una concentrazione di rischio indesiderata.
 
(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole 24 Ore del 14 giugno 2014

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