Vendono una casa ma non sanno in cosa reinvestire il ricavato

di Marco Liera (*) - 24/05/2014

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Mio padre, operaio in pensione, e' mancato un anno fa. Pochi giorni fa abbiamo concluso la vendita di un appartamento di proprietà nel paesino della Bassa Bergamasca in cui viviamo. Dalla vendita, mia madre (60enne casalinga da sempre che vive con una pensione di reversibilità di 800 euro netti/mese) ha ricavato 60.000 euro. Oltre ad una casa di proprietà in cui vive (fu un'eredità - no mutuo) e un'auto, la liquidità di cui sopra, rappresenta l'intero suo avere. Come (e in quale quantità) può essere investito tale denaro? Da considerare che 800 euro mese non bastano tra spese, tasse etc etc e quindi parte della liquidità deve essere accessibile. La mia famiglia e' assolutamente distante da strumenti finanziari e/o polizze assicurative, per questo vorrei raccogliere consigli da voi.

Lettera firmata

Ignoro le ragioni per le quali avete deciso (riuscendoci, che non e' poco di questi tempi) di vendere l'appartamento nel paesino della bassa bergamasca. Se e' stato per generare una liquidita' a favore di sua madre rimasta vedova e con pochi mezzi, avete fatto benissimo. Potrebbe sembrare ovvio averlo fatto, ma non lo e', soprattutto in famiglie come la sua che hanno poca dimestichezza con strumenti finanziari e puo' darsi abbiano mostrato in passato una certa predilezione per il "solido" mattone. E non deve essere stata una scelta banale soprattutto tenendo conto che il prezzo di realizzo potrebbe essere stato ben al di sotto di quello che avevate in mente di ottenere. Una situazione che induce altri proprietari immobiliari a decidere di soprassedere sulla vendita, "in attesa di tempi migliori". Che ignoro se e quando arriveranno. L'unica certezza per chi rinuncia ad abbassare le sue pretese ai prezzi proposti dagli (scarsi) compratori e' che continuano a mantenere la propria ricchezza concentrata in asset illiquidi, rischiosi e pesantemente tassati.
Probabilmente voi non potevate permettervi di correre simili rischi, e avete deciso pragmaticamente di vendere accontantandovi di quello che propone il mercato. Adesso viene la parte credo piu' complicata,  che e' quella di reinvestire la liquidita' ricavata (60mila euro) in strumenti adeguati alle esigenze di protezione e di liquidita' di sua madre.
Il perimetro entro il quale dovreste muovervi, date anche le vostre limitate conoscenze, e' quello degli strumenti semplici e poco remunerativi (perche' poco rischiosi): buoni postali (soprattutto se indicizzati all'inflazione), depositi bancari, fondi comuni monetari. Non so se con soli 60mila euro e una pensione insufficiente a vivere sia possibile destinare una quota a investimenti piu' rischiosi e potenzialmente piu' redditizi, che alla luce della speranza di vita di sua madre (ancora lunga!) non sarebbero del tutto inopportuni. Il fatto e' che se il prelievo periodico di sua madre da quei 60mila euro fosse troppo alto, il capitale verrebbe azzerato prematuramente. Questo potrebbe accadere in un momento delicato in cui avra' ancora qualche anno da vivere, ma non sara' necessariamente in splendida salute.
Questo e' il primo tema che dovreste affrontare e gestire: siete disposti e in grado di aiutare finanziariamente vostra madre? Perche' alternativamente non so cosa si potrebbe fare, a parte vendere la nuda proprieta' della casa in cui vive (della quale non conosco il valore).
Una rendita vitalizia immediata, a parte la vostra diffidenza nei confronti delle assicurazioni, sarebbe l'unico strumento in grado di garantire una rendita vita natural durante, e conseguentemente di coprire vostra madre dal bellissimo rischio di vivere troppo a lungo. Il fatto e' che la rendita ottenibile dal capitale a disposizione potrebbe essere troppo esigua in rapporto alle sue esigenze di integrazione.
Nonostante le disponibilita' di sua madre non rappresentino probabilmente una somma sufficiente per ricorrere a un consulente finanziario qualificato, tenga conto che le soluzioni low cost che potrete identificare per conto vostro (perche' asserite di essere "distanti" da finanza e assicurazioni) potrebbero nel tempo mancare l'obiettivo di sostenere nel tempo il suo tenore di vita. Per questo motivo, l'assistenza di un professionista qualificato sarebbe teoricamente auspicabile, anche per aiutarvi a gestire i suoi e i vostri averi in un'ottica multigenerazionale.


(*) Pubblicato su Plus24 - Il Sole 24 Ore del 24 maggio 2014

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