Ha mezzo milione di euro in depositi, il resto in case. Ma non gli bastano (le case)

di Marco Liera (*) - 17/05/2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss

Sono un pensionato di 65 anni, un figlio a carico e vivo in appartamento di mia proprietà del valore di 180mila euro. Il mio stile di vita è particolarmente sobrio e controllato nei consumi e ciò mi consente, nonostante le limitate entrate mensili, di poter risparmiare annualmente circa 15mila euro. Godo inoltre di una rendita commerciale da canoni di affitto pari ad un rendimento del 3,2% annuo. Oltre ad una piccola riserva di liquidità bancaria, dispongo inoltre dei seguenti risparmi:

- Libretto deposito prestito sociale: 70mila euro rendimento medio 2,0%

- Azioni bancarie ordinarie: 30mila euro, rendimento medio 0%

- Conti depositi vincolato a 12 0 24 mesi: 500mila euro, rendimento medio 2,0%.

Avendo disponibile una somma a breve scadenza stavo valutando l’acquisto di un piccolo appartamento di nuova costruzione, da mettere a rendita, del valore di circa 120mila euro. Sono quindi a chiedervi un cortese parere sulla mia asset allocation e, in particolare cosa ne pensate dell’eventuale investimento immobiliare in questo momento di tassi bassi sui risparmi ma buone possibilità di fare affari nel mercato immobiliare.

Lettera firmata

 

Non è del tutto illogica la ripartizione dei suoi risparmi, ma per motivi diversi da quelli che lei crede. Probabilmente lei ritiene che tutti i suoi risparmi siano investiti con il minimo rischio. Nella realtà, potrebbe essere così esclusivamente per il mezzo milione di euro piazzato nel conto di deposito (ma bisognerebbe anche sapere di quale banca…). Sul libretto di deposito sociale non sono in grado di fare alcuna valutazione, neppure vaga, di solvibilità. Se la controparte è una cooperativa o comunque una organizzazione che non è soggetta a requisiti di solidità e di professionalità come quelli previsti per gli intermediari finanziari, è chiaro che la sua eventuale percezione di “sicurezza” potrebbe essere fortemente distorta.

Il resto dei suoi investimenti invece è rischioso: contrariamente a quello che lei crede, lo è anche l’appartamento che lei ha affittato, e quello che sta pensando di comprare, oltre ovviamente alle azioni bancarie. In questo modo lei ha investito i suoi risparmi in modo non irrazionale, perché ha messo il grosso di questi in strumenti a rendimento contrattualmente certo, e una minoranza in attivi a rendimento incerto. Questo schema è coerente con il modello a piramide degli investimenti che è considerato ovvio e condivisibile dalla maggior parte della ricerca accademica: prima si pensa a mettere “al sicuro” il benessere attuale (base della piramide), e poi eventualmente ad espanderlo (cima della piramide).

Non tutto il male vien per nuocere, insomma. Però a questo punto occorre fare un po’ di chiarezza. Fintanto che lei non si rassegnerà all’idea che gli immobili sono un investimento rischioso, continuerà a usarli come alternative a un conto di deposito. Lei mi chiede se ora ci siano buone possibilità di fare affari nel mercato immobiliare e io le rispondo che non ne ho la minima idea. Quel che è certo è che comprare immobili a scopo di investimento comporta un rischio di perdita assai più alto di quello che comportano i conti di deposito, i titoli di Stato dell’eurozona, i fondi monetari e il risparmio postale. Probabilmente lei ignora o fa finta di ignorare che anche il prezzo della sua casa oscilla, che si tratta di un impiego fortemente illiquido, che in quanto bene fisico è soggetto a obsolescenza e quindi richiede interventi di manutenzione straordinaria, e il cui reddito da locazione è incerto perché è esposto alla morosità del conduttore. Infine, non so se lei abbia tenuto in considerazione i recenti aumenti della tassazione sugli immobili, che hanno colpito violentemente soprattutto le unità diverse dalla prima casa. Questo, più che un rischio, è una certezza, che va ad alzare ulteriormente l’asticella che il rendimento immobiliare deve superare per rendere interessante l’investimento. Ma non va escluso il rischio di ulteriori inasprimenti della tassazione sul mattone, per esempio quelli che potranno discendere dall’attesa revisione delle rendite catastali.

E’ chiaro che lei farà molta fatica a condividere queste considerazioni. Magari lei ricorderà che le sue case “si sono sempre rivalutate” e che i suoi inquilini sono sempre stati puntuali nel pagare il canone. E che la cooperativa alla quale ha dato i suoi risparmi non è mai fallita. Per non parlare della confusione che lei fa tra l’esigenza di sicurezza (percepisco che sia terribilmente avverso alle perdite) e la ricerca dell’affare immobiliare. La botte piena e la moglie ubriaca, insomma.

(*) Pubblicato su Plus24 - Il Sole 24 Ore del 17 maggio 2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo