E' attratto dalle polizze Vita esenti da bollo

di Marco Liera (*) - 03/05/2014

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Seguo da tempo “La Posta del Risparmiatore“ da lei condotta, e non le nascondo che le risposte date ai vari quesiti sono spesso materia per chiarimenti e/o conseguenti scelte er i suoi lettori.
Desidero pertanto rivolgermi alla sua rubrica per avere consigli sugli investimenti riguardanti le Polizze Vita che investono in Gestioni Separate.
Questo tipo di investimento viene spinto con vigore dalle banche (vedi Intesa SanPaolo - Base Sicura). Mi sono ben chiare sia le clausole Positive (rendimento finanziario su base annua 4,00 % comprensivo del tasso di adeguamento del 2,45 % - esenzione dell’imposta di bollo sul deposito titoli dello 0,2 % - riduzione dell’imposta sul Capital Gain dal 20,00 % al 12,50 % - investimento non pignorabile – nessun prelievo in caso di successioni), nonché quelle negative (versamento iniziale per commissione d’entrata 600 euro – costo di gestione su base annua dell’ 1,55 % comprensivo della componente variabile dello 0,25 % - e la penalizzazione dl 2% annuo composto nel mese di liquidazione in caso di riscatto ad oltre un anno minimo dalla data di stipula del contratto).
A complemento di quanto precede aggiungo che il rendimento 2013 della gestione separata delle Polizze Vita (fonte Milano Finanza) ottenuto sempre dall’ISP è stato del 4,46%.
Volete spiegarmi perché quando porto a conoscenza del mio interessamento verso questo tipo di investimento amici vari etc tutti indistintamente reagiscono in maniera negativa? Mi sfugge qualche elemento che giustifichi tale reazione.
Beppe Faini

Non esiste un investimento migliore in senso assoluto, e le polizze Vita rivalutabili come quella indicata ricadono sotto questa regola. Esistono investimenti più o meno adatti rispetto a un dato obiettivo finanziario, e le polizze Vita rivalutabili rispondono – al pari di altri strumenti – all’esigenza di proteggere il benessere, con rischio minimo e conseguentemente rendimenti attesi modesti. Se questo è il suo obiettivo, dovrebbe confrontare le caratteristiche di una polizza Vita rivalutabili con quelle delle soluzioni alternative, come per esempio i titoli di Stato dell’eurozona, e i buoni postali.
Una polizza Vita rivalutabile ha un rendimento atteso che è pari a quello della gestione separata in cui sono investiti i premi versati dai sottoscrittori, dedotti i costi. Le gestioni separate sono tipicamente investite in titoli di Stato e obbligazioni dell’eurozona, e il rendimento che viene retrocesso ogni anno agli assicurati è pari a quello delle cedole, più o meno le plus/minusvalenze eventualmente realizzate. D’altra parte nelle gestioni separate i titoli in portafoglio vengono tipicamente mantenuti fino a scadenza. Il rendimento non tiene quindi conto delle inevitabili oscillazioni di prezzo che caratterizzano gli strumenti finanziari in portafoglio, è quindi sempre positivo e poco variabile. Ovviamente negli ultimi anni il rendimento retrocesso dalle polizze Vita rivalutabili è stato decrescente perché sono arrivati via via a scadenza i titoli con “cedole grasse” comprati dalle compagnie negli anni dei tassi a doppia cifra, sostituiti da altri con ritorni assai più bassi. L’altra peculiarità delle polizze Vita rivalutabili è il consolidamento delle prestazioni: i rendimenti positivi retrocessi non non possono essere intaccati da eventuali perdite successive.
Investire in una polizza Vita rivalutabile è un po’ come investire in un portafoglio di titoli di Stato e obbligazioni dell’eurozona, sterilizzandone la volatilità, con la possibilità di designare come beneficiari persone interne o anche esterne all’asse ereditario e quindi diventando strumenti di pianificazione successoria. E risparmiando sul bollo, mentre la tassazione dei rendimenti è al 12,50% sulla parte attribuibile a titoli di Stato ed equiparati, 20% (e dal 1° luglio 26%) sul resto.
Tutte queste caratteristiche hanno una contropartita che si concretizza nei maggiori oneri di gestione rispetto all’acquisto diretto in titoli di Stato e obbligazioni dell’eurozona, e in maggiori vincoli nella liquidabilità dell’investimento. Non starei invece a fare troppe considerazioni sui rendimenti ottenuti negli anni passati, perché come abbiamo visto, non sono confrontabili con quelli di un portafoglio di titoli di Stato detenuto direttamente, che risente ovviamente delle oscillazioni delle quotazioni.
Forse ancora più vicini alle polizze Vita come profilo rischio rendimento (in quanto senza volatilità) sono i buoni postali, liquidabili in qualunque momento senza perdite e – decorso il periodo di infruttiferità – anche con gli interessi.

(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole 24 Ore del 3 maggio 2014

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