Come assicurare il capitale umano con risorse limitate

di Marco Liera (*) - 26/04/2014

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Sono un impiegato (settore privato) di 37 anni con 11 anni di anzianità contributiva. Il mio reddito netto mensile è di circa euro 1500 mentre mia moglie (impiegata part-time settore privato) ha un reddito mensile netto di circa euro 700.

Abbiamo due figli di quattro e tre mesi e viviamo in abitazione non di proprietà con una spesa per l' affitto di euro 500 mensili.

I nostri risparmi ammontano ad euro 50mila circa interamente investiti in strumenti obbligazionari (governativi e corporate) secondo un'ottica di gestione prudenziale volta ad avere un rendimento su base annua che compensi l'inflazione.

Attualmente vorrei tutelare il mio capitale umano e sto valutando la sottoscrizione di polizze TCM, LTC, e per invalidità permanente da infortuni e malattia ma mi trovo in difficoltà nel valutare massimali e somme da assicurare: come devo procedere per effettuare una corretta valutazione del capitale umano da me rappresentato?

Davide Assembri

Prima di determinare i massimali necessari delle polizze che lei cita occorre capire quali siano le risorse disponibili per coperture di questo tipo. Non so in quale località viviate e ignoro pure il vostro tenore di vita, ma con 2.200 euro di redditi netti al mese, l’affitto da pagare e due figli piccoli immagino che non abbiate una grande capacità di risparmio. Stante la vostra situazione reddituale e patrimoniale, avete già preso due decisioni condivisibili. La prima è quella di non esservi impegnati nell’acquisto di una casa, che vi avrebbe costretto a indebitarvi, e che avrebbe concentrato tutti i vostri risparmi in un unico bene. La seconda è che i vostri risparmi (siano essi stati accantonati dal vostro reddito piuttosto che ereditati/donati) sono stati correttamente allocati in strumenti finanziari a rendimento contrattualmente certo, in quanto la vostra priorità è la protezione del benessere. Qui sarebbe necessario un approfondimento sulle caratteristiche degli strumenti in vostro possesso, perché un conto è comprare bund tedeschi, un altro obbligazioni subordinate di una banca. In entrambi i casi il rendimento è contrattualmente certo, ma è chiaro che la probabilità di inadempimento sono maggiori nel secondo caso. E poi andrebbero esaminate le durate (che, se troppo lunghe, la esporrebbero a una indesiderata volatilità), e l’eventuale presenza di bond in valuta (che la esporrebbero a uno spiacevole mis-matching rispetto ai suoi fabbisogni futuri, che sono denominati in euro). Lei cita come obiettivo sottostante le sue scelte di investimento la difesa dall’inflazione, e quindi sarebbe interessante sapere se in portafoglio detiene anche titoli a rendimento certo reale, come titoli di Stato inflation linked emessi da Governi dell’eurozona, o buoni postali indicizzati all’inflazione. Con strumenti a rendimento certo nominale infatti lei non ha una garanzia contrattuale sulla copertura dell’inflazione futura, in particolare di quella inattesa (quella che non è scontata dagli attuali rendimenti dei titoli nominali).

In assenza di una capacità di risparmio, l’unica risorsa sulla quale contare per finanziare le coperture che lei indica è rappresentata proprio da quei 50mila euro che avete da parte. Comprendo che prelevare dai risparmi accumulati le somme necessarie a pagare le polizze non è una scelta banale, e comunque vi obbliga a tenere una parte di quelle risorse investite in attività facilmente liquidabili, quindi a rendimento pressochè nullo. D’altra parte, la protezione del capitale umano, che è la vostra principale ricchezza, è prioritaria rispetto a qualunque decisione di investimento dei risparmi. 

Utilizzando il modello YouInvest, il suo capitale umano è stimato in circa 312mila euro, quello di sua moglie (ipotizzando che sia sua coetanea) di circa 145mila. Per fissare i massimali delle polizze invalidità permanente totale da infortuni e malattia e temporanea caso morte per lei e per sua moglie occorrerebbe confrontarsi con queste cifre. Con 11 anni di anzianità lei dovrebbe aver maturato i requisiti di contribuzione (cinque anni) per il diritto a una pensione di inabilità e indiretta con l’INPS. D’altra parte, capirà che le rendite INPS maturate con la sua anzianità contributiva sono molto modeste, rendendo quindi necessaria una copertura individuale a suo carico.

(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole-24 Ore del 26 aprile 2014

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