Vuoi comprare azioni ma non sai da dove cominciare? E allora lascia perdere

di Marco Liera (*) - 12/04/2014

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Sono nato nel 1976, attualmente con circa 10 anni di contributi riconosciuti dall'INPS e dipendente pubblico ospedaliero, mia moglie è nata nel 1977 con circa 8 anni di contributi INPS e dipendente pubblico insegnante scuola primaria, insieme abbiamo un reddito al netto delle tasse di circa 37mila € con accredito su conto corrente postale. Abbiamo una figlia di 2 anni e mezzo ed un altro piccolo in arrivo verso giugno 2014, con casa di proprietà libera da mutui e ipoteche. Abbiamo un debito rimanente con mio suocero per l'acquisto della casa di 100mila €, con rate annuali di 10mila € che si estinguerà nel 2024.

Abbiamo 20mila € in buoni postali serie B86 del dicembre 2011 ed una polizza vita della Posta di 10mila € a scadenza 2017. A breve la mia famiglia dovrebbe vendere un immobile per il quale incasserò la mia parte corrispondente a circa 130mila €. Vorrei un vostro consiglio per il miglior impiego del nostro capitale, tenendo conto che mi sono informato su eventuali fondi pensioni di categoria, ma vincolano molto il capitale senza concrete certezze di rendimento, anzi se un giorno lo Stato decidesse di non far più dedurre il versamento a questi fondi,come ha fatto per le polizze Vita, sarebbero in perdita (mio padre che è andato in pensione nel 2003, col fondo Cometa ci è andato a pari se non addirittura rimesso!).

Sono molto orientato verso i BTP ed in particolar modo i BTP Italia in maniera di avere delle cedole da poter usare per le spese future e per reinvestirle, a tal proposito ho chiesto informazioni alla Posta e mi hanno risposto che non trattano titoli di Stato ma BFP, anche se sul sito del Ministero dell'Economia dichiara di potersi rivolgere, come intermediari per acquistare titoli di Stato sia alle banche che alle poste. Vi chiedo quindi se per acquistare i BTP Italia devo per forza aprire un nuovo conto con relativo conto titoli presso una banca, e come potrei fare ad acquistarli direttamente sul MOT nelle emissioni dello Stato invece che con l'asta con i prezzi in rialzo e le commissioni da pagare agli intermediari.

Inoltre in seguito con gli interessi maturati mi piacerebbe avvicinarmi al mercato azionario, ma non so da dove cominciare.

Lettera firmata

Appunto: se non sa da dove cominciare, non cominci. Lasci perdere. In base alle sue condizioni economiche e alle sue conoscenze finanziarie approssimative (forse dovute anche a certe risposte un po’ imprecise che le sono state date) farebbe meglio a stare lontano dal mercato azionario, piuttosto che avvicinarsi. Stia sereno con i suoi buoni postali e i suoi BTP Italia, che vanno bene per le sue esigenze di investitore che deve minimizzare i rischi e che mi pare sia poco disposto a sostenere i costi di una consulenza professionale. Che non è indispensabile, si intende, ma che per lei si renderebbe necessaria qualora desiderasse un po’ di diversificazione nel suo portafoglio e per pianificare la sua pensione integrativa.

Sul punto, il suo caso evidenzia un paradosso del sistema. Il suo fondo pensione di categoria (se è disponibile, ovviamente), presenterà costi di gestione bassi e la possibilità di essere alimentato dai versamenti a carico del suo datore di lavoro. Con un fondo pensione aperto o un PIP offerto da un intermediario finanziario lei andrebbe incontro a costi di gestione più alti e non potrebbe contare sul contributo a carico del datore di lavoro, ma almeno avrebbe a disposizione una consulenza sperabilmente professionale che la potrebbe aiutare a colmare i suoi deficit cognitivi in materia di pianificazione previdenziale. Ogni fondo pensione o PIP presenta delle linee a rendimento garantito, se è questo che desidera. E se nessuno può escludere che lo Stato indebitato possa un domani eliminare la deducibilità dei versamenti a fondi pensione e PIP (anche se negli ultimi anni è stato più volte inasprito il trattamento fiscale di tutti gli investimenti, tranne che dei fondi pensione), è anche vero che - nel caso - nessuno la obbligherebbe a proseguire nei versamenti. I vincoli sulla esigibilità del montante previdenziale esistono, ma è anche vero che dopo otto anni dall’iscrizione lei può prelevare fino al 30% del montante stesso per qualunque motivo e fino al 75% per l’acquisto di prima casa e per il finanziamento di spese sanitarie.

Comunque, se non è convinto della necessità di un fondo pensione, non lo sottoscriva. Ma almeno non basi la sua decisione su convinzioni distorte e sulla negativa esperienza di suo padre (tipico errore: pretendere che un solo caso del passato sia rappresentativo di tutti gli eventi futuri possibili). 

Quanto ai BTP Italia, possono essere acquistati in qualunque momento sul mercato secondario (MOT) o in emissione (la prossima sarà dal 14 al 16 aprile per i soli risparmiatori) in presenza di un rapporto di risparmio amministrato (che può aprire anche alla Posta). Se lei li sottoscriverà in emissione, non pagherà commissioni e sarà garantito sul prezzo (100).

(*) Pubblicato su Plus24 del 12 aprile 2014

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