Il rimpianto dei BOT al 10% (quando l'inflazione era al 12%)

di Marco Liera (*) - 07/04/2014

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E' meglio avere un rendimento a un anno del 10% quando l'inflazione attesa per lo stesso periodo e' al 12% o un ritorno dell'1% quando l'inflazione attesa e' allo 0,5%? La quasi totalita' delle persone a conoscenza del concetto di inflazione opterebbe probabilmente per la seconda proposta. Empiricamente invece sarebbe intressante stabilire se nella realta' sia sempre andata cosi'. Non so voi, ma io ho dei forti dubbi. L'aneddotica esperienza che mi hanno raccontato vari consulenti finanziari in questi mesi di interessi risibili, ma di inflazione ancora piu' bassa (ex post, ma anche ex ante) e' che a un numero imprecisato di risparmiatori cio' che interessa e' che il ritorno nominale dei propri investimenti sia piu' alto possibile, indipendentemente dall'inflazione da qui a un anno (e senza prestare la dovuta attenzione ai rischi, ma questo e' un altro problema). Non solo perche' in giro c'e' ancora molta ignoranza sul concetto di inflazione (quante volte ce ne hanno parlato quando eravamo a scuola?). Ma credo soprattutto perche' cio' che conta e' l'inflazione attesa, e non quella riportata dai giornali o dai tg (come lo 0,4% per l'Italia annunciato lunedi' scorso) e per definizione sull'inflazione dei prossimi 12 mesi c'e' incertezza, e quindi ognuno e' legittimato ad avere una sua idea. Gia' c'e' diffidenza sui dati ufficiali riferiti al passato, figuriamoci sull'inflazione che ci attende!

Sarebbe stato interessante fare dei sondaggi sulla soddisfazione dei risparmiatori negli anni 70 e 80, all'epoca dell'alta inflazione che erodeva tutto il rendimento dei titoli di Stato, del risparmio postale e dei depositi bancari. E confrontarli con il grado di soddisfazione dell'attuale epoca di inflazione vicino allo zero (ma con rendimenti reali di quegli stessi strumenti generalmente positivi). Certo, qualunque risultato del confronto sarebbe influenzato dal fatto che nel frattempo la consapevolezza e' - sperabilmente - un pochino aumentata. E poi dall'ingresso in campo di investimenti a rendimento reale contrattualmente certo (come i BTP Italia, i BTPei, i buoni postali indicizzati) che consentono di difendere il risparmio "in automatico", proprio dall'inflazione inattesa.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 7 aprile 2014

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