Buffett, i costi dei fondi e i guadagni di chi raccoglie risparmi

di Marco Liera (*) - 17/03/2014

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Il re dello stock picking consiglia alla moglie di investire il 90% della ricchezza in un fondo comune passivo nelle disposizioni testamentarie. Nessuna sorpresa se stiamo parlando di Warren Buffett, che a 83 anni e dotato di un patrimonio che lo rende il quarto uomo piu' ricco del pianeta puo' permettersi di dire sempre quello che pensa. Della gestione attiva (quella fatta dagli altri, ovviamente, non quella che lui porta avanti con straordinario successo dal 1965 alla Berkshire Hathaway), dice che spinge gli investitori privati e istituzionali a negoziare in modo eccessivo e a pagare commissioni esagerate ai consulenti finanziari.

Il fatto e' che la moglie di Buffett non ha bisogno di un consulente finanziario, e puo' allocare il 90% del suo patrimonio agli impieghi azionari (e il resto a Treasury Bills), data l'enorme ricchezza di cui e' erede (in massima parte, va detto, destinata alla beneficenza) che innalza a livelli stellari la sua capacity risk. In quelle condizioni, puo' usare un fondo passivo come il Vanguard indicizzato all'indice S&P500 per rappresentare la quota destinata all'azionario, al fine di minimizzare i costi. I comuni mortali che hanno molti meno soldi invece hanno per lo più bisogno di un financial planner per definire la propria asset allocation sulla base di una profilazione personalizzata. E quel financial planner va pagato per il servizio prestato, o con una commissione implicita nei prodotti a gestione attiva consigliati, o con una parcella.

Fissato il principio, si puo' discutere a lungo sulla congruita' dei compensi pagati dai clienti sui servizi di gestione attiva e/o consulenza ricevuti. Sfortunatamente, il fatto che la finanza personale sia il regno delle asimmetrie cognitive rende possibile la ricerca di extraprofitti, ossia di utili sproporzionati rispetto ai rischi tipici del business. Come valutare il fatto che alcuni gruppi che esercitano l'attivita' di asset gathering (raccolta, consulenza e gestione di capitali) senza usare la leva finanziaria conseguino dei ROE superiori al 30%? I prossimi anni ci diranno se questi straordinari livelli di redditivita' siano sostenibili o meno.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 17 marzo 2014

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