Al dipendente ENI piacciono le azioni del gruppo per cui lavora

di Marco Liera (*) - 15/03/2014

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Ho 32 anni, sono figlio unico e lavoro da 12 anni a tempo indeterminato presso una società energetica nazionale quotata in borsa. Da due anni convivo con la mia fidanzata con cui intendo sposarmi tra due / tre anni e avere un paio di figli. Impiegata a tempo indeterminato ed iscritta al Fondo pensione di categoria. Il mio reddito annuo lordo è pari a 39.000 € e sono iscritto al Fondo Pensione di categoria versando da più di anno una quota volontaria aggiuntiva dell’8% per raggiungere il limite massimo di Detraibilità fiscale di 5.136 €. La mia posizione nel FONDENERGIA a Dicembre 2013 è di 55mila euro. Inoltre l’azienda offre dei servizi aggiuntivi di tutela del capitale umano: iscrizione a un fondo di Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa; assicurazione Infortuni Professionale (coperatura caso morte circa di 240mila euro); danno biologico permanente (circa 280mila euro); assicurazione infortuni extraprofessionale (circa 120mila euro).

Ho comprato casa nell’agosto del 2008 anticipando 100mila euro con l’aiuto dei miei genitori ed accendendo un mutuo per 15 anni a tasso fisso del 5,50% per un importo di 80mila euro che ho in parte rimborsato con anticipi. Nel 2011 ho surrogato il prestito con la stessa banca portandolo a un tasso fisso al 4,50% e riducendo il termine di estinzione all’11/2019.

Possiedo una liquidità di 3.000-4.000 € sul Conto Corrente e Dossier Titoli per un ammontare di 10.000 investiti in BTp Italia ed azioni Snam ed Eni.

In conclusione di questa analisi, credo di dover migliorare la tutela del mio capitale, assicurando ulteriormente la persona e la casa. Inoltre nei prossimi mesi, vorrei decurtare con un ultimo importo da 5mila euro la rata del mutuo portandola da 625 € a 500 euro rispetto ad eventuale investimento a basso tasso reale, trovandomi ancora nella prima parte del mutuo. Vorrei migliorare le mie conoscenze sulla Finanza Personale e mi farebbe molto piacere conoscere la Vostra opinione in merito alle mie azioni passate e future, in modo da evitare eventuali errori.

Simone Rossi

(via e-mail)

Lei ha scelto di destinare i suoi risparmi periodici quasi esclusivamente al suo fondo pensione di categoria, il Fondenergia, pare soprattutto per sfruttare la deducibilità fiscale concessa allo strumento. Le prestazioni accessorie offerte dal fondo sono utili per soddisfare altre fondamentali esigenze di finanza personale, come la protezione del capitale umano. Nel caso di decesso  o  di  invalidità  permanente  con  risoluzione  del  rapporto  di  lavoro, per gli iscritti a Fondenergia  è  previsto  un  indennizzo  pari al 12,80%  della  retribuzione  annua  utile  ai  fini  del  calcolo  del  TFR,  moltiplicato  per  il  numero  di  anni mancanti  al  60°  anno  di  età (come si legge dal website). Si tratta di una buona copertura del capitale umano, ma probabilmente parziale. Nel suo caso stimo un capitale umano superiore ai 300mila euro, mentre la copertura citata non dovrebbe al momento superare i 150mila euro. Certo, il suo capitale umano dovrebbe essere già protetto anche dalla pensione ai superstiti e da quella di inabilità, avendone maturato i requisiti (almeno cinque anni di contributi in base alle regole INPS). Ma è chiaro che con 12 anni di contributi, tutti nel sistema contributivo (avendo lei cominciato a lavorare dopo il 1995) gli importi maturati dovrebbero essere veramente bassi.

Sia chiaro: grazie a Fondenergia, il suo capitale umano è straordinariamente più assicurato di quello della media dei lavoratori italiani, a condizioni probabilmente molto favorevoli perché collettive anziché individuali. Inoltre, al momento una copertura caso morte non appare prioritaria perché lei non ha familiari a carico (lo sarà ovviamente quando avrà i figli che lei desidera). D’altra parte, cerco di evidenziarle una possibile sotto-assicurazione proprio perché lei ha dimostrato di gestire non superficialmente le sue finanze personali e perché è desideroso di migliorare le sue conoscenze.

Allo scopo, spero che lei sia del tutto consapevole del fatto che il fondo pensione è sì uno strumento efficiente sotto vari profili (tra i quali quello fiscale), ma al tempo stesso è uno strumento che non è liquidabile in qualunque momento e tipicamente massimizza la sua efficacia se mantenuto fino al pensionamento. Per quanto riguarda i risparmi restanti, osservo che sono concentrati tutti sull’Italia, e “casualmente” su due società quotate del gruppo in cui lei lavora. Si renderà facilmente conto che è opportuna un po’ di diversificazione in più.

(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole 24 Ore del 15 marzo 2014

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