Rifiuta i consigli del consulente ma ora non sa che fare con il suo portafoglio

di Marco Liera (*) - 09/03/2014

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Leggo ogni settimana da anni Plus24 e vi faccio i complimenti perché si tratta di uno strumento davvero utile per i piccoli risparmiatori come me. Mi avvicino ai 40, non ho mutui né debiti in giro, ho due case di proprietà (una in cui vivo e l'altra messa a reddito), per quanto riguarda il mio futuro previdenziale sto riscattando gli anni della laurea e da quando ho iniziato a lavorare contribuisco ad un fondo pensione aperto con il 100% del mio TFR + una quota volontaria. Ho un lavoro come quadro dipendente di un'azienda privata, lo stipendio non è altissimo ma il lavoro è stimolante e l'ambiente pure. Senza troppa difficoltà ho costruito negli anni un portafoglio interamente composto da obbligazioni che ad oggi si sta rivalutando di circa il 7% e in più mi ha dato cedole complessivamente intorno al 5% lordo ogni anno (vi allego la valorizzazione odierna). Non ho mai seguito i consigli del mio promotore finanziario perché mi ha sempre e solo proposto di sottoscrivere dei fondi o altri prodotti incomprensibili e cari e finora devo dire che è andata bene così (ho diversificato sia tra emittenti corporate e pubblici; anche in parte con la valuta; anche sulle scadenze). Mi consigliate di vendere tutto e portare a casa il guadagno finora ottenuto in conto capitale oppure può essere un portafoglio equilibrato da mantenere anche nel medio-lungo termine? E nel caso, dove potrei investire tutto il ricavato? Il mio obiettivo è unicamente quello di conservare il patrimonio e garantirmi una vecchiaia serena.
Lettera firmata
(via e-mail)


Dunque, lei rifiuta i consigli del suo promotore, soggetto autorizzato dalla legge a fornire consigli di investimento, e li chiede a me che non sono autorizzato a darli? Posto che è legittimo dubitare dei consigli di un professionista (avere una patente non significa necessariamente essere un buon guidatore), è un po’ contraddittorio che chi “senza difficoltà” ha ottenuto da solo buoni risultati di investimento a un certo punto si senta quasi smarrito e abbia bisogno di sapere da qualcun altro se deve “vendere tutto” e dove mettere il ricavato. Domanda complessa, che richiederebbe appunto una profilazione delle sue caratteristiche di investitore, e una consulenza personalizzata, più che una risposta su un giornale. E quindi l’assistenza di un professionista autorizzato e vigilato, sia esso pagato a commissioni o a parcella. Magari non sarà quello con il quale lei ha avuto fino a oggi un deludente rapporto, perché può darsi che in giro ce ne siano di migliori, non trova?
Mi fa piacere che in giro ci siano investitori fai da te, a condizione che siano tali fino in fondo. Anche perché, mi creda, non è affatto difficile investire da soli se l’unico fine è quello di conservare il capitale. Basta restringere il perimetro di strumenti tra i quali scegliere. Lei invece si è un po’ complicato la vita, perché nel suo portafoglio da 650mila euro ha inserito bond Repubblica Ellenica, bond spagnoli scadenza 2040, bond Ford scadenza 2043, bond Telecom Italia Finance scadenza 2033, bond Enel sterline scadenza 2040, bond Portogallo 2023. Probabilmente perché ingolosito dalle grasse cedole, e noncurante dei rischi di perdita, che per titoli di questo tipo sono vicini a quelli delle azioni. Come è accaduto al lettore di sabato scorso, lei non ha ottenuto queste brillanti performance perché è stato particolarmente abile, ma semplicemente perché ha comprato dei titoli rischiosi e le è andata bene. Essendo un investitore fai da te improvvisato, ora si trova a disagio a fronte di risultati conseguiti in modo abbastanza casuale.
A questo punto le alternative che vedo per lei sono due: o si mette a cercare un professionista con il quale stabilire un rapporto di fiducia e decidere insieme a lui quali titoli cedere e in cosa reinvestire il ricavato, o cerca di acquisire le conoscenze necessarie (come detto non moltissime) per prendere queste decisioni autonomamente. Lei non pare cercare un financial planning ad alto valore aggiunto, quindi potrebbe bastarle limitare le scelte di investimento future tra depositi bancari, risparmio postale, titoli di Stato dell’eurozona, o obbligazioni sovranazionali in euro, di durata massima cinque anni. Rinuncerà a una maggiore diversificazione (accessibile tipicamente tramite una consulenza professionale o una elevata preparazione), ma potrà ugualmente raggiungere il suo obiettivo minimizzando i costi monetari, psicologici e informativi. E’ chiaro che dovrà rinunciare alle grasse cedole, e credo che questa sia la parte più difficile per uno come lei.

(*) Pubblicato su Plus24-Il Sole 24 Ore dell'8 marzo 2014

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