Investitore fai da te in crisi davanti ai titoli in guadagno

di Marco Liera (*) - 02/03/2014

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Sono un investitore fai da te. Ho 68 anni, casa di proprietà, single. Pensionato ex dirigente. Consistenza del patrimonio liquido, circa € 600.000 di cui il 20% in fondi azionari (un DWS global equities ed un DWS european equities) ed il resto in prevalenza in bond societari, con prevalenza di bancari subordinati.  La mia propensione al rischio, in quanto obbligazionista, é medio alta.  Lo scopo principale dei miei investimenti é la conservazione del capitale e l’ottenimento di un reddito aggiuntivo alla pensione.  Tendenzialmente sono un cassettista, il che non mi ha impedito in alcune occasioni di realizzare  interessanti plusvalenze.  Al momento mi trovo ad avere una plusvalenza di € 4757 sul bond subordinato Banco Popolare 6% ISIN XS0555834984 ed una di € 7929 su bond Intesa Sanpaolo 5,15 sub 20 ISIN XS0526326334. Quello che mi manca é un criterio di calcolo oggettivo (ammesso che esista) per valutare la convenienza a realizzare le suddette plusvalenze, dovendo però rinunciare alle ricche cedole che detti bond mi garantiscono. Tenuto conto che volendo reinvestire il ricavato a prezzi vicini alla pari, dovrei accontentarmi di rendimenti men che dimezzati. Il ricavato sarebbe netto perchè andrebbe a compensare alcune minusvalenze accumulate in passato (Grecia, emergenti........). En passant, cosa ne pensate del bond MPS XS0255820884, 31.5.2016. Alto rischio? Oppure, dato l’aumento di capitale in vista, dato per realizzato, rischio moderato? 

Lettera firmata

(via e-mail)

Piu' che un consiglio (che io non posso darle e che certamente lei non sta cercando perché si autodefinisce “investitore fai da te”), mi pare che lei chieda un metodo "oggettivo" (se esiste) per decidere se e quando vendere un bond. Allo scopo, lei dovrebbe chiarire a se stesso se la sua tolleranza alle perdite e' rimasta invariata rispetto al momento in cui li acquisto'. Se cosi' e' stato, e' chiaro che il bond ha ora una rischiosita' inferiore, e quindi andrebbe rimpiazzato con uno a maggior rendimento atteso (per esempio uno con durata piu' lunga, e/o minor merito di credito, e/o in valuta e/o con un maggior grado di subordinazione). Viceversa, se la sua tolleranza alle perdite e' scesa, probabilmente quei bond sono da mantenere. O al piu' da sostituire con altri - se ne esistono - con caratteristiche molto simili e rendimenti a scadenza leggermente superiori, come talvolta capita di trovare nei segmenti meno liquidi del mercato obbligazionario. Tutto questo, al netto delle considerazioni fiscali alle quali lei fa giustamente riferimento, sulle quali tuttavia occorrerebbe avere maggiori informazioni (come la scadenza del risparmio fiscale maturato sui titoli venduti in perdita).

D’altra parte, la sua malcelata delusione di dover reinvestire il ricavato in titoli a rendimento dimezzato, mi fa pensare che lei al pari di milioni di altri risparmiatori guardi soprattutto al ritorno nominale atteso, non presti attenzione all’inflazione, e soprattutto non si faccia guidare dal rischio tollerabile. Quindi e' probabile che lei in passato abbia investito in quei due bond subordinati perche' allettato dagli alti rendimenti che offrivano (in particolare deve essere stato ingolosito dalle grasse cedole), senza avere la piena consapevolezza del fatto che questi elevati ritorni non erano altro che il corrispettivo richiesto dagli investitori per gli elevati rischi che essi - a torto o a ragione - percepivano. Le e' andata bene, ma questo non significa che lei e' stato un investitore piu' abile di altri. Almeno per i prossimi acquisti, provi a cambiare il criterio-guida. Potrebbe banalmente partire dal bond MPS di cui mi chiede il grado di rischiosita', che è un Upper Tier II, quindi ha un maggior grado di subordinazione di quelli che possiede già. Questa e' un'informazione che puo' facilmente ricavare da solo, osservando il differenziale di rendimento tra quel bond e un titolo in euro di pari scadenza a minor rischio possibile, come un Bund. Titolo, quest’ultimo, che immagino le piacerà assai poco “perché non rende niente”. A lei la decisione. Non ha detto di essere un investitore fai-da-te?

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