Meno polizze, più fondi: sono due conti mentali diversi

di Marco Liera (*) - 24/02/2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss

Secondo l’ultima indagine dalla Banca d’Italia è emerso che nel 2012 la percentuale delle famiglie in possesso di almeno una polizza malattia era il 4,3%, in forte calo rispetto a quanto rilevato nel 2010 (5,5%); in termini assoluti le famiglie assicurate erano circa un milione (1,2 milioni nel 2010), su un totale di 24 milioni. La diffusione delle coperture sanitarie è diminuita in tutte le aree geografiche, e tra famiglie con capofamiglia lavoratore autonomo, è scesa sotto l’11% da oltre il 14% nel 2010.

Nella crisi, si spende meno su vari beni e servizi, e quindi non sorprende che la contrazione interessi anche alcuni quei rami delle assicurazioni che sono esposti alla riduzione dei redditi disponibili. D’altra parte, non sorprende un dato ancora meno consolante, ossia il fatto che tra le famiglie non assicurate vi sia una quota crescente che rinuncia a curarsi, soprattutto nell’area dell’assistenza dentaria, tradizionalmente meno coperta dal Servizio Sanitario Nazionale. Poi occorre tenere conto del fatto che l'offerta di prodotti assicurativi individuali è riuscita a sedurre solo marginalmente il pubblico, per la percezione di scarsa trasparenza generata (ricordando che la strada maestra per le assicurazioni sulla persona sono le formule collettive, più efficienti).

Come conciliare questi fenomeni con il trend opposto che vede convogliare sempre più capitali delle famiglie verso i prodotti del risparmio gestito (62 miliardi la raccolta netta dei fondi comuni nel 2013)? Immaginando che le assicurazioni Danni e gli investimenti di famiglia siano finanziate da due “conti mentali” ben separati. Il primo è quello delle spese correnti, quindi strettamente collegata al reddito disponibile. Il secondo è quello del risparmio accumulato, che si sposta tipicamente dai depositi bancari ai fondi comuni. Questa separazione è rafforzata dalla scarsa diffusione di una consulenza veramente olistica prestata dal sistema dell’intermediazione finanziaria e assicurativa. Una consulenza che consideri i rischi delle famiglie in ordine logico, mettendo quelli che possono comportare perdite abissali di benessere (come le premorienze e le invalidità permanenti totali, più che le malattie) prima di quelli strettamente finanziari. E che eviti ai clienti di cadere nella trappola dell’auto assicurazione, che costringe a destinare quote sproporzionate della ricchezza a investimenti precauzionali, liquidi e poco redditizi.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 24 febbraio 2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità  del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità  del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo