Coppia di 82enni tutta esposta su valute e Borse

di Marco Liera (*) - 08/02/2014

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Ho 82 anni di età e vivo con mia moglie, che ha la mia stessa età e che come me è pensionata. Abbiamo un reddito da pensione che ci consente un tenore di vita dignitoso e ci permette di passare un congruo contributo mensile a nostra figlia.

Durante la nostra vita di lavoro,grazie anche ad un menage morigerato, abbiamo accumulato dei risparmi,che ci hanno consentito di aiutare anche i nostri nipoti. I risparmi di cui ancora disponiamo dovrebbero servire innanzitutto per dare sicurezza alla nostra vita residua e ,se del caso, a sostenere i nostri cari,figlia e nipoti,che sono anche i nostri eredi.

Tali risparmi sono tutti investiti in fondi di investimento, che qui di seguito elenco, con preghiera di farmi sapere se tale allocazione è corretta e sopratutto se il capitale così impiegato è adeguatamente tutelato ai fini delle necessità sopra rappresentate.

Lettera firmata

(via e-mail)

Il suo portafoglio è una collezione di fondi comuni obbligazionari flessibili, obbligazionari internazionali, obbligazionari paesi emergenti, azionari globali, azionari paesi emergenti, azionario settoriale (salute), azionario stile value, tutti di blasonate case estere (Templeton, Blackrock, Vontobel, JPMorgan, Pictet), che alla fine danno un profilo bilanciato aggressivo. Mi domando quale sia stato il criterio di costruzione del portafoglio, se abbia scelto da solo questi fondi o con l’aiuto di un consulente professionale (più probabile), e se per caso non si sia dimenticato di raccontarci di come ha investito altri risparmi. Perchè il portafoglio che lei ha descritto mi pare più adatto all’esigenza di aumentare con rischi la sua ricchezza che non a quella di proteggerla. In sostanza, lei fra 10 anni potrebbe essere sensibilmente più ricco di adesso, ma anche più povero, e non so se questa idea la tranquillizzi. Sono del tutto assenti strumenti (offerti ovviamente anche dalle stesse case di gestione citate) che potevano rispondere maggiormente all’obiettivo che lei si pone, come fondi obbligazionari euro. Oppure, uscendo dal risparmio gestito, dei banali titoli di Stato dell’eurozona, o perfino delle polizze Vita ramo I, dei buoni postali o dei conti di deposito.

Se come credo lei è stato assistito da un consulente professionale, mi chiedo se lei abbia manifestato la sua esigenza con sufficiente fermezza e chiarezza. Forse lei (da solo o perché spinto dal suo consulente) si è fatto guidare da un’idea abbastanza astratta di diversificazione, in particolare dall’assioma che la diversificazione internazionale coincida con la sicurezza. Il che non è affatto verificato.

Andiamo per gradi. Diversificare gli investimenti è un’ottima cosa a condizione di trovare degli strumenti il cui andamento atteso è meno correlato possibile. Per esempio, nel suo caso può considerarsi efficace una esposizione marginale a fondi obbligazionari internazionali o perfino azionari in presenza di una allocazione di gran parte dei suoi risparmi al monetario e obbligazionario euro. Questo perché la correlazione tra i ritorni attesi di questi due gruppi di asset class è relativamente bassa. La seconda in particolare, ha un ritorno atteso basso ma più stabile.

Tenendo conto che l’esposizione valutaria nell’obbligazionario comporta sempre un aumento della volatilità, il fatto di mettere tutti i risparmi nel primo gruppo di asset class citati la espone a un aumento della instabilità del valore atteso del suo portafoglio. Un fondo obbligazionario Paesi emergenti non è molto decorrelato da un azionario Paesi emergenti. Che invece è correlato a un azionario globale, il quale a sua volta ha un andamento atteso non così diverso da un fondo azionario salute o value. Il rischio è che in un certo orizzonte temporale tutti questi fondi si muovano insieme, nella stessa direzione (ben inteso, sia al rialzo che al ribasso).  I gestori possono anche essere bravi, e se il mandato è flessibile possono “slegarsi” dall’andamento atteso di una asset class, ma il loro risultato futuro non è assicurato (nemmeno in virtu' di quelli eventualmente positivi ottenuti in passato).

Tra l’altro, fra i suoi obiettivi lei enuncia la necessità di distribuire nel tempo delle somme a sua figlia e ai suoi nipoti, e questo dovrebbe suggerire ulteriormente una allocazione prevalente a strumenti liquidabili in qualunque momento senza perdite, anche a scapito della diversificazione internazionale. Alcuni dei fondi considerati sono a distribuzione dei proventi, è vero, ma probabilmente questi redditi non sono sufficienti per soddisfare le sue esigenze di rendita peiodica.

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