L'artigiano-trader ha vinto durante il Toro e ora ama il rischio

di Marco Liera (*) - 02/02/2014

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Ho 38 anni e da 23 lavoro presso una ditta di servizi, prima da dipendente, (20), poi da artigiano, (2) e adesso sono entrato in società con una piccola quota. Convivo da 10 anni, non siamo sposati, non abbiamo figli e per adesso non sono in programma. Riepilogo la situazione.

Reddito di 20/25mila euro all’anno, propensione al risparmio 5/10mila euro/anno, propensione al rischio elevata. Non sono previsti investimenti importanti, semmai l'acquisto di una casa indipendente. I miei debiti ammontano a circa 30mila euro, con rata di circa mille euro al mese) fino a ottobre 2016 (rata macchina, prestito e quote della ditta dove lavoro). Il mio patrimonio è di 60mila euro e ho cominciato a costruirlo nel 2000, dapprima con un approccio molto difensivo e successivamente più rischioso. Insoddisfatto dei bassi rendimenti, nel 2010 h ocominciato con successo a comprare fondi azionari, e mi sono anche indebitato per quello. Nel 2011 ho registrato molte perdite ma ho tenuto duro e nel 2012 ho smontato le posizioni, chiudendo il debito e portando a casa circa 7mila euro di profitti. Aver gestito direttamente i risparmi e con più profitto mi è piaciuto, al punto che nel 2013 ho deciso di aprire un deposito titoli e, senza nessuna esperienza, ho cominciato a operare in Borsa. Sono partito con quello che avevo a disposizione e in un anno sono arrivato a investirci 35mila euro. Ho sottoscritto due piani previdenziali di pari importo e tre polizze (temporanea caso morte, RC capofamiglia e infortuni). Mi piacerebbe avere un giudizio sul mio approccio agli investimenti.

Mirco

Nella sua lettera, molto ricca di dettagli, lei specifica anche che negli ultimi anni ha avuto soddisfazioni investendo i 60mila euro di risparmi che non sono allocati ai fondi pensione in un portafoglio di azioni (allegato in un foglio elettronico) quasi esclusivamente italiane. E conclude la lettera così: <Quando arriverete a trattare dei miei investimenti in Borsa precisate che sono seguito da esperti, non verrei che piccoli risparmiatori si facessero abbagliare dalla fortuna che ho avuto io, visto anche che non possono sapere che spendo parecchio e non solo economicamente, in informazione>.

In sostanza lei riconosce correttamente che i risultati che lei ha ottenuto nella sua breve esperienza borsistica (coincidente con una fase di generale rialzo) potrebbero essere dovuti al caso. Poi fa un po’ marcia indietro precisando che è seguito da misteriosi “esperti”, e che in ogni caso lei dedica molto più tempo e risorse economiche allo studio degli investimenti di quanto potrebbe fare la quasi totalità dei risparmiatori. Quindi non solo fortuna, ma anche abilità. Con umiltà, si intende.

Il fatto di dedicare attenzione alla finanze personale è positivo, e questo emerge abbastanza chiaramente da vari particolari dalla sua lettera. La sua propensione al risparmio è molto elevata, e lei precisa che la sua compagna riesce a risparmiare ancora di più. E sintetizza: “Lei risparmia, io gestisco”. Al proposito, sarebbe interessante sapere qual è il profilo di rischio condiviso con la sua compagna per quanto riguarda i suoi investimenti, e verificare se lei lo sta rispettando. Fintanto che lei rischia con i suoi soldi, sono affari soprattutto suoi. Ma ovviamente, con i soldi della sua compagna è diverso.

Ignoro quali siano gli “esperti” che la stanno guidando nei suoi investimenti azionari, o più in generale qual è il metodo di stock picking che sta seguendo. Lei racconta di essere approdato all’investimento borsistico dopo aver provato l’ebbrezza di aver guadagnato un 5/10% con dei fondi azionari, esperienza che “l’ha cambiata”. In precedenza aveva esclusivamente investito i risparmi in prodotti garantiti, come quelli postali. Non mancano delle perdite nel suo track record, e questo dovrebbe averla aiutata a comprendere i rischi dell’investimento azionario, ma la sua principale insidia è il fatto di aver apprezzato la Borsa perché le ha consentito di guadagnare in modo “facile e rapido”. In questo modo, nelle sue scelte lei si è fatto guidare soprattutto dal rendimento atteso, che è una bussola assai inaffidabile. Meglio sarebbe, a questo punto, comprendere quale sarebbe la sua reazione in caso di una perdita cocente, molto peggiore di quelle che ha già registrato. Che in un portafoglio azionario prima o poi può capitare.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 1° febbraio 2014

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