I criteri-base per la scelta dei certificates

di Marco Liera (*) - 27/01/2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss

Gli scambi di investment certificates nel corso del 2013 sono cresciuti del 74% rispetto al 2012 - al Sedex della Borsa Italiana - arrivando a quattro miliardi di euro. I certificates sono strumenti finanziari quotati emessi da banche che si adattano all’obiettivo di crescita della ricchezza personale con vari profili rischio-rendimento, che derivano dall’andamento di indici, panieri di titoli o singoli titoli, i cosiddetti sottostanti. Sono negoziabili come le azioni, ma a differenza di queste hanno una scadenza (da uno a più anni); la varietà dei pay-off e dei prodotti quotati (un migliaio solamente al Sedex) li rende strumenti ad alti costi informativi. Nel senso che occorre studiarli parecchio prima di utilizzarli. Un aiuto può venire dai motori di ricerca disponibili sul website di Acepi (l’associazione di categoria) e di alcuni emittenti.

Il punto di partenza per la scelta del certificate dovrebbe essere un’idea (rialzista piuttosto che ribassista o laterale) sull’andamento del sottostante; oppure, in assenza di qualsiasi idea sull’andamento futuro del sottostante, puntare su prodotti che possono generare ritorni positivi in vari scenari di mercato.

Poi occorre scegliere tra certificates con leva o senza leva. Nel primo caso, le variazioni del sottostante sono amplificate dal certificate e si adattano al trading. Tra i secondi, la prima scelta importante è tra capitale protetto al 100% e capitale condizionatamente protetto o non protetto. I primi sono ovviamente più adatti alla clientela prudente. Poi occorre prestare attenzione alla durata desiderata, alla possibilità di ottenere dei flussi monetari prima della scadenza (prevista ad esempio dalle tipologie coupon o cash collect) o perfino il rimborso anticipato (autocallable) in caso di andamento favorevole del sottostante. Va ricordato che in caso di andamento favorevole del sottostante si può tipicamente vendere sul mercato il certificate a un prezzo più elevato rispetto a quello di acquisto, monetizzando un rendimento positivo. La congruità dei prezzi dovrebbe essere valutata con l’aiuto di modelli finanziari.

Pubblicato sul Sole-24 Ore del 27 gennaio 2014

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità  del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità  del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo