Il falso mito della proprietà immobiliare

di Marco Liera (*) - 16/12/2013

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E’ come se non fosse mai successo niente. Negli USA, a soli cinque anni dal salvataggio – a spese dei contribuenti - dei maxi-istituti di garanzia dei mutui, Fannie Mae e Freddie Mac, le famiglie hanno allegramente ripreso a indebitarsi per l’acquisto della casa versando di tasca propria meno del 10% del controvalore (down payment).  Passata la tempesta, ha ripreso forza il vecchio vizio dei politici (soprattutto democratici)  di usare il mutuo facile (e garantito da Fannie e Freddie) come una scorciatoia per dare una casa a tutti, anche a chi non si può permettere di acquistarla. Anni luce di distanza dall’Italia, dove i mutui erogati nei primi nove mesi del 2013 sono scesi di un ulteriore 9%, dopo il dimezzamento (-49,6%) del 2012. Ma non è vero che da noi la politica mostri disattenzione nei confronti della casa: lo si è visto in occasione del prolungamento delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni, e nella estenuante battaglia per l’eliminazione dell’Imu sull’abitazione.

Strade diverse, a volte controverse, ispirate da un concetto, la proprietà immobiliare, che assomiglia a una ideologia. E se invece mettessimo al centro il diritto a una abitazione a condizioni di mercato, sia essa in proprietà o in locazione? Guardiamo a quello che succede in Germania o in Svizzera, due Paesi che non sembrano economicamente messi male, dove appena il 46 e il 33% delle famiglie rispettivamente è proprietaria di case. In quei Paesi la locazione è una alternativa perseguibile, remunerativa per i proprietari (guarda caso molti investitori istituzionali) ed equa e stabile per gli inquilini. Dietro il mantra della proprietà immobiliare è stata creata negli USA la più grande bolla finanziaria di tutti i tempi, con milioni di famiglie finite in bancarotta (e pensare che queste le politiche “lasche” dovevano servire a ridurre le diseguaglianze!). Ma sembra che la lezione non sia servita a niente. Mentre da noi l’assenza di un vero mercato della locazione con proprietari istituzionali blocca l’emancipazione dei giovani. La contrazione dei mutui erogati può anche essere una misura “dolorosamente saggia”, a patto che chi ha bisogno di una casa disponga di una alternativa.

(*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 16 dicembre 2013

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