Quella scelta complessa tra fondo pensione e TFS

di Marco Liera (*) - 05/12/2013

Stampa Crea Pdf Invia Rss

Sona nata nel 1967, ho iniziato a lavorare come infermiera nel 1986 e oggi sono dirigente delle professioni sanitarie (sposata con un dirigente sanitario, viviamo in una casa di proprietà) assunta dal 10 aprile 1989. La mia retribuzione lorda è di 63mila euro e sono in attesa di un aumento che dovrebbe portarmi a 75mila euro all’anno. Sono assicurata per caso morte (ho tre figli in età scolare) e per invalidità da incidente e malattia.
L’anno prossimo scadrà una polizza mista Ina (collegata al fondo Ina 3FI) venticinquennale che dovrebbe consegnarmi un capitale di 90mila euro. Dovrò probabilmente lavorare ancora per altri 20 anni. Pensavo di investire questo piccolo capitale in Etf area euro indicizzati all’inflazione e sto considerando un piano pensionistico integrativo. Questi i miei dubbi: se aderisco a un fondo aperto posso dedurre fino a 5.164 euro, mantenendo il Tfs (Trattamento di fine servizio). Se aderisco al fondo di categoria della sanità (Perseo) rinuncerei al Tfs per
il Tfr (Trattamento di rapporto). Mi hanno inoltre detto che la quota deducibile è minore (il calcolo per me è complesso) ma godrei del contributo datoriale dell’1,25%. È penalizzante per la mia posizione la rinuncia al Tfs? Quale sarebbe la percentuale di integrazione personale, oltre al minimo dell’1% del mio stipendio, conveniente per una integrazione della mia pensione futura ad almeno 80% dell’ultimo stipendio? Quale sarebbe la scelta economicamente più vantaggiosa al momento per me tra Perseo e un fondo aperto (scegliendolo tra quelli con costi minori pubblicati su «Plus24»?).
S.C.
(via e-mail)

La prima verifica che andrebbe fatta è quella sulla congruità dei massimali scelti per le coperture caso morte e invalidità permanente totale da infortunio e malattia. Stimo che il suo capitale umano sia compreso tra i 500 e i 600mila euro, e quindi i massimali citati non dovrebbero essere molto distanti da queste cifre (con quello per invalidità permanente totale ovviamente superiore a quello della caso morte). Il massimale dovrebbe tenere conto del fatto che la sua anzianità contributiva le ha già consentito la maturazione del diritto a una pensione di inabilità e a una destinata ai superstiti, sia pure di entità modesta (e in ogni caso da conoscere).
Deduco che lei abbia una capacità di risparmio positiva da destinare a previdenza complementare. Lei punta a investire i risparmi già accumulati (i 90mila euro rivenienti dalla polizza) ai fini della protezione del benessere, e il risparmio periodico a fini previdenziali. Per quanto riguarda i primi, la scelta di un ETF che replica l’andamento dei bond indicizzati all’inflazione dell’eurozona è coerente rispetto all’obiettivo che si è posta, scontando d’altra parte l’ovvia volatilità dello strumento, che rappresenta un paniere di titoli di varia
durata. E accettando la mancanza di “liquidità mentale”, che invece caratterizza l’acquisto diretto di titoli che prima o poi rimborsano il capitale.

Per quanto riguarda la sua pianificazione previdenziale, l’alternativa che pone è tra 1) il mantenimento del TFS e la sottoscrizione di un fondo pensione aperto finanziato esclusivamente con versamenti a suo carico, oppure 2) la trasformazione del TFS in TFR e la destinazione parziale dello stesso al fondo pensione di categoria (Perseo). Nel caso 2) il contributo aggiunto dal datore di lavoro concorre al raggiungimento del limite di deducibilità della previdenza integrativa (che è pari al minore tra: 12% del reddito annuo complessivo, 5.164,57 euro in valore assoluto o il doppio del TFR trasferito al fondo), ed è per questo probabilmente che lei parla di una deducibilità inferiore rispetto al caso 1).

Comprendo che le regole di calcolo del TFS possano rivelarsi più vantaggiose di quelle del Tfr. D’altra parte, scegliendo l’opzione (TFR+Perseo) lei potrebbe convogliare nel suo piano previdenziale anche il contributo datoriale, che altrimenti perderebbe. E il 71% del suo Tfr maturando non verrebbe in ogni caso destinato a previdenza integrativa, permettendole così di incrementare anche quella forma di risparmio precauzionale. La scelta è complessa, ma al fine di minimizzare il rischio di delusioni future, dovrebbe essere il risultato di un suo ragionamento informato e consapevole, più che di un consiglio che non può avere la certezza che lei forse si aspetta.

(*) Pubblicato su Plus24 Il Sole-24 Ore del 30 novembre 2013

Stampa Crea Pdf Invia Rss


Vuoi lasciare un commento o essere informato delle prossime novità di YouInvest? Compila questo breve form

Cognome *
Nome *
E-mail *
Il tuo giudizio su YouInvest *
Commento
Finalità  del trattamento dei dati personali
Accetto le finalità  del trattamento dei dati personali
Codice di verifica Cambia testo