Quella polizza che manca, e quelle illusioni da rendimento

di Marco Liera (*) - 23/11/2013

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Ho 34 anni con un lavoro a tempo indeterminato, il mio stipendio si aggira sui 2.500-2.600 euro al mese e la mia propensione al risparmio è di circa mille euro al mese. Ho una casa di proprietà sulla quale grava ancora un mutuo residuo di 88mila euro, con una rata attuale di 536 euro e un interesse dell'1,61%. Non sono sposato ed ho diversi investimenti così articolati: 15mila euro in BTp Italia scadenza ottobre 2016, 40mila euro vincolati con "Deposito Sicuro" di Banca Marche; 8mila euro in una gestione patrimoniale MPS che mi garantisce una cedola del 2,25% lordo all'anno per 10 anni con scadenza 2017; 5mila euro in un fondo assicurativo Groupama; 5mila euro in un altro fondo Groupama, scaduto nel 2008, che ho deciso di rinnovare per altri cinque anni poichè comunque mi garantisce una buona cedola annua (l'ultima del 4,03% lordo). Possiedo inoltre 143 azioni Saipem con prezzo di carico 21 euro, 1.140 azioni Enel con prezzo di carico 2,916 euro. Un Pac sui Paesi emergenti che alimento ogni mese con 100 euro; 4mila euro di liquidità, disponibile in un conto deposito senza vincolo. Inoltre possiedo una unit linked Reale Mutua della durata di 40anni con un premio semestrale di 521,5 euro che dovrebbe contribuire a supportare la mia futura e scarna pensione (se ci arriverò e se me la daranno). Ho diversificato bene i miei risparmi? È opportuno che estingua parte del mutuo?

Lettera firmata

(via e-mail)

 

 

L'asset allocation complessiva non mi pare squilibrata e risponde innanzitutto a esigenze di protezione del benessere, con vari strumenti a rendimento certo, e in seconda battuta punta a una eventuale espansione dell'attuale ricchezza con investimenti a rischio dei quali però, manca una rappresentazione accurata (non è nota l'esposizione alle azioni della sua unit linked). D'altra parte, manca qualunque riferimento alla protezione del suo capitale umano, che è assai elevato (lo stimo compreso tra i 500 e i 600mila euro) perchè lei è ancora giovane, ha un reddito più che discreto e un lavoro a tempo indeterminato. Se non l'ha già fatto, direi che la sottoscrizione di una polizza di invalidità permanente totale da malattia e infortuni (evento che portebbe azzerare la sua capacità lavorativa) con un massimale che copra gran parte del suo capitale umano, sarebbe la prima azione da intraprendere. Una polizza caso morte non è invece prioritaria, fintanto che lei non avrà familiari a carico. Ovviamente il premio della copertura dovrebbe essere finanziato dal suo risparmio annuo; che, tenuto conto della rata di mutuo, è di ottimo livello in proporzione al suo reddito.

Passando ai suoi investimenti, pur condividendo come detto la sua architettura di base, rilevo che varie scelte sono da approfondire sotto il profilo della consapevolezza. A cominciare dalla decisione - sulla quale ora avanza un dubbio legittimo - di non usare i suoi risparmi per rimborsare anticipatamente il mutuo casa. Questo presuppone che lei sia in grado di ottenere dall'investimento dei suoi attivi un rendimento superiore al costo del debito (che pare a tasso variabile). Poi c'è il deposito in una banca in crisi (forse scelto proprio per la remunerazione più elevata della concorrenza offerta per compensare i maggiori rischi), comunque coperto dall'assicurazione sui depositi rispetto al "worst case scenario". Non sembra invece che lei abbia aderito al fondo pensione della sua azienda o della sua categoria (ammesso che ce ne sia uno), che le consentirebbe di sfruttare deducibilità fiscale dei versamenti e contribuzione datoriale, due componenti che la sua polizza unit linked (sottoscritta come lei dice con finalità previdenziali) non sembra possedere. Inoltre, pare strano che lei abbia bisogno di uno o più investimenti a distribuzione di cedola, dato che i suoi consumi sono adeguatamente coperti e ha anzi una notevole propensione al risparmio. Riguardo alle polizze Vita ramo I, che sono strumenti adatti alla protezione del benessere, non vorrei che lei si facesse distrarre dal rendimento ottenuto dal fondo assicurativo cui la polizza è collegata, che è diverso da quello garantito o comunque retrocessole. Se veramente il 4,03 fosse il netto retrocesso - ma ho qualche dubbio - sarebbe un risultato interessante ma non garantito in futuro.

(*) Pubblicato su Plus24 - Il Sole 24 Ore del 23 novembre 2013

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