L'operaio 47enne che gestisce anche i risparmi della madre

di Marco Liera (*) - 17/11/2013

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Sono un operaio di 47 anni sposato con due figli di 15 e 18 anni, casa di proprietà e contratto a tempo indeterminato. Aderisco al fondo Cometa dal 1998, sono assicurato caso morte. Il mio patrimonio è così ripartito: 12,50% in liquidità, 12,50% in conto deposito al tasso 2,2 lordo, 1% azioni bancarie, 60% BTP con scadenza 2040 cedola 9% e BTP Italia. Il 5% è invece ripartito sui seguenti fondi comuni: Eurizon azioni Europa, Consultinvest valore classe B,  Pioneer Commodities Alpha F. Cosa ne pensate? È coerente? Gestisco inoltre anche in patrimonio di mia mamma 80enne, invalida al 100% e con casa di proprietà. Con la pensione paghiamo la badante e le bollette. L’intero patrimonio è così investito: 20% in liquidità, 20% certificati di deposito con scadenza a sei mesi, 35% BTP scadenza 2013, 25% bond bancario scadenza 2014.

Andrea

(via e-mail)

Nelle sue scelte di investimento ci sono certamente degli aspetti che andrebbero aggiustati, ma complessivamente mi pare che lei abbia seguito una logica condivisibile. Come descritto dalla piramide di YouInvest, mi pare che lei abbia per prima cosa pensato a mettere al sicuro il suo benessere, e poi abbia dedicato una piccola parte dei suoi risparmi all’eventuale espansione dello stesso. Per una valutazione più precisa occorrerebbe conoscere il controvalore del suo portafoglio oltre alle percentuali di ripartizione. Un conto è se stiamo parlando di 50mila euro, un altro discorso se sono 300mila o più. Nel primo caso, il patrimonio potrebbe facilmente rivelarsi insufficiente in termini di capacity risk, ossia di possibilità reale di avere una esposizione a investimenti azionari, anche se marginali. Ma anche una ricchezza più consistente di per sé non autorizza a prendere rischi. Occorre valutare qual è la sua tolleranza alle perdite, anche se queste provengono da una piccola quota del suo portafoglio. Si può essere in profitto con l’intero portafoglio, ma non dormire ugualmente la notte perché sul 5% investito in prodotti rischiosi si sta perdendo il 50%.

L’esposizione al rischio dipende anche dalla misura con la quale ha messo al sicuro i suoi beni più preziosi, il suo capitale umano e la sua casa. Lei ha una copertura caso morte, e ha fatto molto bene a procurarsela perché ha almeno due persone a carico (i suoi due figli), ma occorrerebbe verificare se il massimale è adeguato. E poi non dice nulla sul rischio invalidità permanente totale da infortuni e malattie (altra protezione fondamentale per il capitale umano), che meriterebbe tra l’altro un massimale più alto della caso morte.

Se lei ha ben capito cosa comporta la rinuncia al TFR (risparmio precauzionale e non previdenziale), ha fatto bene ad aderire al suo fondo pensione di categoria, principalmente per sfruttare il risparmio fiscale e la contribuzione datoriale. Nel merito dei singoli prodotti che lei ha scelto (credo senza l’aiuto di un consulente professionale), osservo un po’ di cose: la prima è che quel BTP 2040 non è molto adatto a proteggere il suo benessere, perché la scadenza lunghissima lo dota di una volatilità che non è molto lontana da quella di certe azioni. Lei probabilmente si è fatto ingolosire dalla cedola, che per quel BTp non è pari al 9 bensì al 5%.

Decisamente più adatti allo scopo sono il BTp Italia e il conto di deposito, così come mi sembra più coerente il portafoglio che ha costruito per sua madre. Il 12,5% di “liquidità”, se sta a significare il saldo di conto corrente, potrebbe essere un po’ eccessivo (ma, di nuovo, occorrerebbe conoscere i controvalori di queste voci), perché come lei saprà questo non è un investimento, bensì un servizio di pagamento, sul quale lasciare appena due/tre mensilità di stipendio per fronteggiare spese correnti e piccoli imprevisti. Non si capisce poi bene come abbia assortito la quota di investimenti più a rischio, destinati all’espansione del benessere anziché alla sua protezione. Perché mettere insieme azioni bancarie, un fondo sulle materie prime, un azionario, un obbligazionario flessibile (come tale meno rischioso degli strumenti precedenti)? Qual è il metodo che l’ha portata a selezionare questi strumenti? Ha qualche idea sulla probabilità con la quale questo mix può darle nel tempo un profilo rischio rendimento atteso migliore di un solo Etf azionario internazionale, o un solo fondo azionario piuttosto che bilanciato?

Un “purista” dell’asset allocation potrebbe obiettarle che dal suo portafoglio manca quasi del tutto una diversificazione internazionale. Ma per accedere a questa dovrebbe sostenere alti costi informativi oppure i costi monetari di una consulenza professionale.

(*) Pubblicato su Plus24 - Il Sole 24 Ore del 16 novembre 2013

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