Gestire i risparmi in vista della nascita del figlio

di Marco Liera (*) - 09/11/2013

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Sono un dipendente a tempo indeterminato di una multinazionale con diverse sedi in Italia, sposato, senza figli. Sommando il mio stipendio con quello di mia moglie (anche lei con posto fisso nel settore assicurativo) il nostro reddito complessivo raggiunge i 3.300 euro netti al mese. Abbiamo entrambi casa di proprietà e su una di queste grava un mutuo di 140mila euro con una rata mensile di 600 euro.
Recentemente abbiamo sottoscritto due polizze Tcm (Temporanea caso morte) più invalidità permanente con massimali di 200mila euro ciascuna. Le nostre aziende, oltre a garantirci un’ulteriore copertura in caso morte, ci permettono di avere con un piccolo contributo anche una polizza sanitaria per le principali spese mediche. Entrambi abbiamo poi aderito ai due fondi pensione aziendali su cui facciamo confluire il Trattamento di fine rapporto (Tfr).
A breve si "allargherà" la famiglia e sinceramente non saprei come continuare a gestire i miei risparmi: quanto costa un figlio? Quanto potrebbe costare la sua istruzione in una buona scuola anche internazionale? Condivido anche io che sia meglio lasciare a un figlio una migliore istruzione che un immobile, sarà lui a scegliersi dove vivere. Inoltre, è corretto aumentare oppure no la componente azionaria del mio piccolo patrimonio di circa 35mila euro così suddiviso? 8mila euro in BTp Italia scadenza nel 2017; 5mila euro suddivisi in tre Etf azionari investiti nel mercato europeo, americano e italiano; 2mila euro in Pac (Piani di accumulo del capitale) azionari che prelevano 250 euro mensili; 10mila euro parcheggiati su un conto di deposito; 10mila euro sul conto corrente per le spese ordinarie.
E.B.
(via e-mail)

Non so se siate assistiti da un consulente, ma il lavoro che avete fatto e state facendo con i vostri risparmi vi pone nella quota di italiani più consapevoli nella finanza personale. Certo, siete aiutati dal fatto di avere due stipendi “fissi” in casa, e dal poter contare su entrate familiari superiori alla media. Ma  va sottolineato che le vostre coperture caso morte e invalidità permanente totale (spero sia per malattia che per infortunio) non derivano da accordi aziendali, ma da una vostra precisa volontà. Mancando l’indicazione dell’età, non posso quantificare il vostro capitale umano; temo solo che quel massimale di 200mila euro a testa sia un po’ basso, e soprattutto sono certo che non tenga conto del fatto che a parità di condizioni il caso invalidità permanente totale meriti un capitale assicurato più alto di quello caso morte. Occorrerebbe poi verificare qual è la durata delle coperture. La scelta di entrambi di aderire ai fondi pensione aziendali è efficiente (grazie al contributo datoriale altrimenti perduto e al risparmio fiscale), e coerente se avete ben compreso che dedicandovi il Tfr state rinunciando a un risparmio precauzionale per farlo confluire in quello previdenziale. Il principale dubbio sulle vostre scelte riguarda la circostanza che sia lei che sua moglie siete proprietari di una casa a testa. Occorrerebbe chiarire le ragioni di una simile strategia: se uno dei due è detenuto a scopo di investimento, varrebbe la pena di stimarne il profilo rischio-rendimento e confrontarlo con quello ottenibile da strumenti finanziari più trasparenti e liquidi. Infine, continuando a versare nei Pac azionari, vi segnalo che potreste ritrovarvi nel tempo a detenere un portafoglio un po’ troppo aggressivo per le vostre esigenze.

Giustamente vi preoccupate del futuro del figlio/a che state per avere. Un investimento nella sua istruzione è nettamente preferibile a quello in un immobile (anche perché il vostro patrimonio è già abbastanza squilibrato verso il mattone), e sembra che abbiate risorse a sufficienza per sostenerlo, tenuto conto del fatto che avete già pianificato la vostra protezione e la vostra previdenza. Ma va anche detto che una formazione internazionale potrebbe comportare in futuro esborsi nell’ordine complessivo di centinaia di migliaia di euro. Più che preoccuparvi dei fabbisogni (incerti anche per il fatto che potreste pensare di avere più di un figlio) dovreste risparmiare per vostro figlio/a ciò che realisticamente siete in grado di accantonare, senza sottoporvi a privazioni eccessive nei consumi correnti. Anche perché non è detto che vostro figlio/a sarà interessato a seguire i percorsi educativi che avete in mente per lui/lei.

(*) Pubblicato su Plus24 Il Sole-24 Ore del 9 novembre 2013

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