I rendimenti azionari e il ciclo economico

di Nicola Zanella - 22/06/2011

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Come abbiamo spiegato anche nella Guida alla lettura della nostra Newsletter mensile, ciò che potrebbe maggiormente giustificare una strategia di market timing finalizzata a diminuire il rischio tipico dell’investimento azionario, sono i rendimenti fortemente negativi che le azioni potrebbero, in teoria, far registrare durante le recessioni economiche.
Nella pratica, non è detto però che le azioni registrino rendimenti negativi durante il periodo di una recessione: ad esempio, dalla fine del 1925 al 2010, negli Stati Uniti solo nel 47% delle recessioni il rendimento delle azioni è stato negativo e in 6 delle 15 recessioni accadute in questo arco temporale le azioni statunitensi hanno reso più delle obbligazioni o del cash.
Tipicamente infatti il mercato azionario anticipa sia l’inizio di una recessione che la successiva ripresa economica: per questo, i più alti rendimenti azionari si possono attendere durante la parte finale di una recessione. Ad esempio, negli ultimi quattro mesi delle recessioni statunitensi, a partire da quella iniziata nel dicembre 1969, le azioni hanno guadagnato in media il 10,96%.
È indubbio però che le azioni durante alcune recessioni abbiano realizzato delle perdite davvero ingenti: ad esempio, tra l’agosto 1929 e il marzo 1933 le azioni statunitensi hanno perso circa il 75%, tra il maggio 1937 e il giugno 1938 la perdita è stata di circa il 24% e durante l’ultima grande recessione le azioni hanno perso quasi il 35%.
Ricordiamo che per recuperare una perdita del 75% è necessario un successivo guadagno del 300%, così come è necessario un rendimento del 54% per recuperare una perdita del 35%. Ci sono voluti infatti quasi 12 anni perché il mercato azionario statunitense tornasse ai livelli precedenti la crisi del 1929.
Si tratta di dati che destano una certa preoccupazione, considerando che risultati ancora peggiori si sono registrati, tenendo conto anche dell’inflazione, in paesi molto meno fortunati degli Stati Uniti.
Utilizzando gli indici MSCI e i turning points del ciclo economico dichiarati dal NBER (National Bureau of Economic Research), siamo in grado di mostrarvi la performance delle azioni durante il ciclo economico a partire dal 1969. Si veda il seguente grafico.
Figura 1 (clicca sopra per ingrandire)

Considerando anche i dividendi, negli ultimi 40 anni le azioni hanno registrato un rendimento nominale totale del 114% durante le espansioni e una perdita del 7% durante le recessioni, con una punta massima (-35%) nel periodo dicembre 2007-giugno 2009. L’ultima recessione statunitense è anche quella che ha avuto una durata maggiore (18 mesi contro gli 11 mesi delle sei recessioni precedenti).
Se si utilizzano invece gli indici MSCI che non considerano i dividendi distribuiti dalle azioni, la perdita media durante le recessioni aumenta fino a quasi l’11%.
Figura 2 (clicca sopra per ingrandire)

Crediamo sia interessante analizzare il comportamento delle azioni durante il ciclo economico anche in altri paesi, come può essere ad esempio l’Italia, e confrontarne il rendimento con quello delle obbligazioni a tasso nominale e indicizzate all’inflazione. È ciò che faremo nei prossimi articoli.

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