La banca? Ora diventa un "ragioniere" personale. E mobile

di Marco Liera (*) - 09/06/2013

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Il benessere di un numero imprecisato di famiglie italiane è stato costruito annotando quasi religiosamente le entrate e le spese sul quaderno dei conti di casa. Il monitoraggio continuativo dei flussi, in particolare di quelli in uscita, può contribuire in modo determinante a rendere più disciplinata la propria finanza personale, e quindi aumentare le possibilità di accantonare risparmi. Ai fini del benessere personale, un’ora in più dedicata ai conti di famiglia è molto più utile di un’ora in più dedicata all’andamento dei mercati finanziari, che tanto restano incomprensibili anche ai più esperti.

L’information technology ha cominciato a occuparsi di quest’area, definita Personal Financial Management, agli inizi degli anni 90. Negli Stati Uniti alcune aziende, a partire da Microsoft (con il pacchetto Money) e Intuit (con Quicken) proposero per prime ai risparmiatori di passare dal quaderno dei conti di famiglia a programmi dedicati su Pc. Nel 1994 partecipai ad alcune riunioni in cui si ipotizzava il lancio di un software analogo in Italia, risultato di una collaborazione tra Il Sole-24 Ore e Computer Associates (che negli Usa proponeva il Simply Money). Alla fine non se ne fece nulla, principalmente per l’incertezza sul numero di italiani disposti a “inputare” manualmente le proprie entrate e uscite sul Pc.

Negli ultimi anni, questo importante ostacolo, che ha limitato la diffusione dei software di PFM anche negli Usa, è stato rimosso grazie a Internet e alla disponibilità degli intermediari finanziari di condividere su queste piattaforme i dati sui movimenti dei clienti. Così negli Stati Uniti sono nati dei PFM web-based che aggregano in un’unica piattaforma i molteplici rapporti di conto corrente, investimenti, piani previdenziali e carte di credito che una famiglia può avere, riclassificando entrate e spese, attivi e passivi, dando la possibilità di fissare obiettivi di risparmio e “alert”. Il leader di mercato tra questi “third party PFM” è Mint.com, progetto imprenditoriale finanziato con venture capital che nel 2009 è stato acquisito da Intuit e oggi conta 12 milioni di utilizzatori. Le singole banche hanno offerto di default ai propri clienti questi sistemi avanzati, dando a loro volta la possibilità di aggregare rapporti presso altri intermediari. Si stima che negli Usa l’11% dei clienti usi il PFM sul website della sua banca, e il 23% un “third party PFM”.

Il vantaggio per i “third party PFM” o per le banche che offrono PFM ai propri clienti è ovviamente quello di costruire una banca dati molto analitica sulle decisioni e sulle abitudini delle persone, in modo tale da offrire loro prodotti – non solamente finanziari – mirati sulle loro esigenze. Hai della liquidità che si accumula? Ecco il piano di risparmio che fa per te. Hai fissato l’obiettivo di comprare una nuova  auto ma fai fatica a raggiungerlo? Eccoti un finanziamento, già istruito e approvato perché la banca ha verificato tramite il PFM che sei un soggetto solvibile. Devi solo fare click.

E in Italia? Nell’ambito del Wired Next Festival della settimana scorsa a Milano il team di marketing e sviluppo di BNP Paribas ha presentato in anteprima il PFM che caratterizzerà l’offerta di Hello Bank, l’online bank che da noi sarà disponibile da ottobre (da maggio già attiva in Belgio e Germania, da questo mese in Francia). Il PFM è stato sviluppato da Strands, una società di software spagnola che ha già servito Ing, BBVA, Bank of Montreal e PostFinance. Hello Bank “vive” molto sugli smartphones, intesi anche come strumenti di pagamento alternativi alle carte elettroniche (una strategia che recentemente ha intrapreso anche Banca Mediolanum). Gli smartphones saranno utilizzabili anche per il self-tracking delle spese in contanti che ovviamente il PFM non ha la possibilità di registrare in automatico. Il PFM di Hello Bank avrà anche una community con la quale sarà possibile per esempio fare confronti con i livelli e le preferenze di spesa degli utenti della propria zona. Al momento in Italia (a differenza di quanto accade in Usa e Germania) non è possibile aggregare i rapporti con più intermediari, e quindi Hello Bank (che sarà offerta anche agli attuali clienti di BNL-BNP Paribas senza cambiare Iban) sarà basata sul conto corrente e sulla carta di credito della banca francese.

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